In Repubblica Democratica del Congo il 4 ottobre è iniziato un nuovo anno scolastico, finalmente in presenza! Una bellissima notizia per gli studenti e le studentesse congolesi che a causa della pandemia non hanno potuto frequentare le lezioni in classe per diversi mesi. Per migliaia di bambini e ragazzi ciò ha significato un rallentamento netto del percorso di apprendimento.  Nel Paese è infatti impensabile la didattica online: sia le scuole che le famiglie non hanno a disposizioni i dispositivi e le infrastrutture necessarie a realizzarla. Solo la radio ha permesso di attuare una forma di didattica a distanza 

La radio è un mezzo molto usato e facile da reperire, un solo apparecchio permette a un gran numero di bambine e bambini di seguire contemporaneamente le lezioni. Per questo, nei periodi di chiusura per la pandemia Radio Okapi ha trasmesso quotidianamente lezioni per le studentesse e gli studenti congolesi, con orari diversi a seconda del grado di istruzione. Nonostante questa iniziativa, le pagelle hanno visto risultati in netto calo. 

 

Una veduta di Bukavu
Antenna radio tra le case di Bukavu

 

L’inizio di un nuovo anno scolastico con le lezioni in presenza è quindi un avvenimento da festeggiare. Ho deciso di farlo portando l’augurio di tutta la community di Helpcode nelle classi del distretto di Karhale, a Bukavu.  

I sorrisi delle studentesse e degli studenti splendevano mentre mostravano con enorme fierezza le loro uniformi. In Repubblica Democratica del Congo, potersi permettere la scuola primaria non è per nulla scontato e le famiglie lo sanno bene. Ora che le loro condizioni economiche già precarie si sono ulteriormente aggravate a causa della pandemia, è ancora più fondamentale il sostegno a distanza per poter garantire l’istruzione e un’alfabetizzazione di base alle bambine e ai bambini provenienti dalle famiglie più svantaggiate.  

 

Due bambini in una scuola di Bukavu
Due bambini in una scuola di Bukavu 

 

Il primo giorno di scuola non è stato un giorno di festa per tutti però. Nelle scuole pubbliche gli insegnanti hanno scioperato per veder garantito il proprio salario. 

Tutto è nato nel 2019 con la decisione del presidente della Repubblica Democratica del Congo di eliminare il pagamento delle tasse scolastiche per la scuola primaria rendendola gratuità per tutti. Quello che contestano gli insegnanti è che senza tasse scolastiche perderebbero una parte fondamentale delle loro entrate.   

Il Governo corrisponde infatti solo una parte della retribuzione degli insegnanti pubblici, una cifra che varia tra i 90 e 180 dollari a seconda dell’anzianità di servizio, del luogo in cui si trova l’istituto e di una serie di altri fattori. L’altra parte del loro compenso arriva direttamente dalle scuole che finanziano questa spesa con le tasse scolastiche. Se rimanesse loro solo la paga statale, quindi, non avrebbero soldi sufficienti per le spese quotidiane: questo sostengono gli insegnanti.   

A questo problema si aggiunge la carenza di docenti pubblici: le scuole si trovano con diversi posti scoperti e assumono così insegnanti extra, che però non sono pagati dallo Stato ma dalla scuola con le tasse scolastiche.  

Un proverbio africano dice: quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata, ci auguriamo che ciò non accada e che si riesca a trovare un compromesso tra Governo ed insegnanti, così da poter salvaguardare l’educazione di tutti gli studenti e le studentesse congolesi. 

 

Elisa Verde,
Responsabile Repubblica Democratica del Congo, Ufficio di Bukavu

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