Helpcode opera nei centri di detenzione governativi gestiti dal Ministero per il contrasto all’immigrazione clandestina (Dcim) del governo di Concordia Nazionale della Tripolitania dal 2018 con lo scopo di migliorare le condizioni dei migranti detenuti. Il nostro lavoro in contesti di emergenza umanitaria è da sempre caratterizzato da principi di umanità, neutralità, indipendenza e imparzialità. Portiamo assistenza alle persone che hanno bisogno, senza distinzioni. Per questo abbiamo deciso di operare anche nel difficile contesto dei centri di detenzione in Libia.

 

Nel 2018, con il progetto “Prima emergenza nei centri di detenzione migranti in Libia”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo (AICS) per 678.108 €, Helpcode ha portato aiuti nei centri governativi libici di Tajoura, Triq al Sikka e Trik al Matar.

 

Nel corso del programma Le Iene – andato in onda il 28 aprile scorso –  il giornalista Gaetano Pecoraro ha riportato la posizione di alcuni migranti secondo i quali gli aiuti delle ONG che operano nei centri non arriverebbero ai detenuti. Helpcode si è resa disponibile ad una lunga intervista di cui sono andati in onda solo pochi secondi. Ha anche inviato tutta la documentazione richiesta, che sfortunatamente non è stata letta e divulgata dai giornalisti.

 

Lavorare in Libia è difficile, e gli ingressi sono possibili solo con autorizzazioni particolari. Ma Helpcode ha sistemi di controllo estremamente avanzati proprio per operare in situazioni difficili. Per questo abbiamo messo in pista un controllo a 4 fasi:

  1. Tutti i nostri operatori sono monitorati con una app nel loro smartphone. Rintracciamo quindi in tempo reale e teniamo registrazione della loro posizione. Quando vanno nei campi e quanto ci rimangono
  2. Le distribuzioni sono verificate con sistemi ad hoc organizzati in partenariato con ESA; il posizionamento dei satelliti 2B2 viene leggermente variato per permettere la foto digitale nel momento della distribuzione.
  3. Facciamo una completa e scientifica documentazione fotografica e diversi Report delle attività. Prima e dopo per le costruzioni. Fotografie durante le distribuzioni e tutte le nostre attività sono documentate
  4. I nostri operatori vanno nei centri regolarmente e compatibilmente con la situazione di sicurezza di Tripoli. Parlano con le persone anche da soli e raccolgono drammatiche storie personali. Per questo l’attività di Helpcode è interessante anche per le Nazioni Unite nell’aiuto alla comprensione delle condizioni delle persone nei centri.

Con il nostro Partner libico STACO, tra marzo e settembre 2018, abbiamo distribuito 2.800 materassi, 2.800 lenzuola, 2.800 coperte, 2.800 asciugamani, 2.800 scarpe, 2.800 vestiti, 930 kit igienici per le donne, 3.550 saponette e shampoo e 2.800 spray repellenti. Vuol dire che 2.800 persone dormono meglio, riescono a lavarsi e hanno da vestirsi.

 

Abbiamo inoltre, costruito o messo a posto 15 servizi igienici nel centro di Trik al Sikka, 15 a Trik al Matar e 12 a Tajoura.


Queste sono le foto del centro di Trik al Matar.

 

E qui è possibile visionare una tabella con i dettagli delle distribuzioni per ciascun centro e le date in cui le attività si sono svolte.

 

Qui è possibile prendere visione del report.

 

Per questo Helpcode non è d’accordo con il servizio televisivo. Perché come spiega Alessandro Grassini, segretario generale di Helpcode. “Noi facciamo tutte le necessarie verifiche per assicurarci che i kit e i beni di prima necessità arrivino nelle mani delle persone a cui sono destinati. Operiamo in favore di chi ha bisogno e sempre nella totale trasparenza”.

 

Il nostro operato continua e nel 2019 Helpcode sta proseguendo il suo intervento in Libia con il progetto “Verso una migrazione sostenibile”, attivo in 5 centri. Nonostante le difficili condizioni in cui si trova ad operare a causa della guerra scoppiata nel Paese, Helpcode sta distribuendo coperte, asciugamani, scarpe, saponi per l’igiene personale e altri beni ai detenuti ed effettuando lavori per migliorare l’aerazione delle stanze dove sono detenuti migranti e rifugiati e ristrutturando i servizi igienici.

 

Oltre a questo, il progetto in corso prevede un’attività di referral, ovvero la segnalazione di casi specifici di vulnerabilità a UNHCR (per le persone provenienti da Ciad, Etiopia, Eritrea, Sudan, Palestina, Siria, Yemen – o IOM per altri paesi di provenienza) per facilitare le procedure di ritorno volontario o di corridoio umanitario per i casi più vulnerabili.

 

Le attività svolte sono state raccontate con articoli dettagliati e relative testimonianze fotografiche sul blog di Helpcode. È possibile trovarli ai link qui di seguito:

https://helpcode.org/progetti/prima-emergenza-nei-centri-di-detenzione-migranti-in-libia

https://helpcode.org/progetti/verso-una-migrazione-sostenibile

https://helpcode.org/categoria/libia

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