La storia di Helpcode, come sapete, inizia in Mozambico. Più che una storia si tratta di una raccolta di storie, quelle scritte nei volti delle tante persone incontrate in questi trent’anni. Racconti che mostrano quanto la vita possa essere dura, ma allo stesso tempo insegnano che il cambiamento è possibile.

Storie come quella di Halima, Lúcia, Sonia e come loro molte donne che faticano quotidianamente per vivere con dignità la propria vita. Le donne, in Mozambico e in molti luoghi dove lavoriamo, vivono una doppia ingiustizia: la povertà e la discriminazione di genere.

Fin da subito, in Mozambico, le nostre attività hanno puntato sui bambini, ma ci siamo resi conto ben presto che non era possibile farlo senza investire su un vero empowement delle donne.

Siamo partiti con progetti di istruzione all’interno delle scuole e di sostegno per affrontare le spese scolastiche. Questo a vantaggio dell’intero nucleo famigliare, ma soprattutto delle bambine, perché siamo consapevoli che la mancanza di risorse finisce per penalizzarle particolarmente e privarle dell’opportunità di ricevere un’istruzione.

Il nostro lavoro si è inevitabilmente allargato verso il settore dell’agricoltura e dell’alimentazione, elementi portanti della vita di comunità mozambicana. Instabilità politica, conflitti, cambiamenti climatici e carestie hanno richiesto interventi specifici per migliorare la sicurezza alimentare della popolazione.

Negli anni abbiamo avviato progetti che puntavano sullo sviluppo di produzione agricola e allevamento, con l’obiettivo di ridurre l’impatto del cambiamento climatico e migliorare la resa dei raccolti. Proprio grazie a questo progetto, Lúcia ci racconta che è riuscita a migliorare la qualità della sua vita – e quella della sua famiglia.

L’associazionismo tra piccoli produttori ci ha permesso di interloquire direttamente con associazioni di donne agricoltrici. Con loro abbiamo sperimentato nuove tecniche di produzione che garantisco un raccolto sufficiente sia per la vendita al mercato che per il consumo familiare.

Sempre grazie al lavoro in rete è stato possibile distribuire attrezzature, semi e soprattutto conoscenze e informazioni. Inoltre, una sempre più capillare rete di collaboratori possibile permette di scambiarsi informazioni sul prezzo dei prodotti, sulle richieste del mercato e in questo modo evitare sprechi e massimizzare le vendite nei mercati locali.

L’alimentazione rappresenta sempre più un aspetto portante del nostro lavoro. Nelle scuole ci occupiamo anche della mensa per garantire un pasto che in molti casi è l’unico veramente completo della giornata per molte bambine e molti bambini.

Stiamo lavorando con nuove figure professionali come agronomi e ingegneri specializzati nelle tecniche di stoccaggio dei prodotti. Spesso i problemi non si limitano alla produzione ma si estendono appunto allo stoccaggio, alla trasformazione e al trasporto.

Crediamo inoltre nelle possibilità di una sana collaborazione con il settore privato per aiutare i piccoli produttori a fare impresa e vendere i loro prodotti in luoghi impensabili fino ad ora.

La strada verso gli obiettivi che i governi del mondo si sono posti nel 2015 è in salita ma noi ce la stiamo mettendo tutta e al nostro fianco abbiamo la tenacia e la forza delle tante donne e dei tanti uomini con i quali facciamo piccoli passi, giorno dopo giorno. Come ricorda un tipico detto Mozambicano: Meglio donare poco che promettere molto.

 

 

 

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