In un Paese dove la guerra ha provato a cancellare il futuro, c’è un suono che sfida il silenzio della distruzione. È quello di un pallone calciato su un terreno sterrato. 

Con il progetto Promuovere l’inclusione e lo sviluppo sociale attraverso lo sport, in collaborazione con adidas Foundation, interveniamo nei governatorati di Aden e Lahj con un obiettivo: abbattere le barriere della discriminazione attraverso l’attività sportiva. 

Perché intervenire in Yemen: una crisi che non è solo militare, ma anche umana

Secondo i dati 2024 (HNO), l’80% dei 4,5 milioni di sfollati interni è composto da donne e bambini*.

In questo scenario, le discriminazioni croniche, come quelle che colpiscono la minoranza dei Muhamasheen, si sono inasprite. 

In un contesto così fragile, fioriscono i pericoli peggiori: matrimoni precoci, sfruttamento minorile e reclutamento. Intervenire qui significa contribuire a ricostruire l’identità di chi è stato reso invisibile, ricucendo ferite e offrendo un’alternativa alla retorica dell’odio e della discriminazione. 

*www.unocha.org/publications/report/yemen/yemen-humanitarian-needs-overview-2024-january-2024-enar

Chi sono i Muhamasheen? 

Il termine significa letteralmente “gli emarginati”. Si tratta di una minoranza etnica yemenita che da secoli subisce una segregazione sociale sistematica. Spesso privi di protezione tribale e documenti, vivono in condizioni di estrema povertà.

La funzione dello sport: uno spazio di interazione concreta 

Le attività sportive di gruppo consentono di: 

Il potere di questa visione ha trovato la sua prima applicazione pratica proprio poche settimane fa. 

Il fischio d’inizio: le partite di calcio di febbraio a Lahj 

Il progetto è entrato nel vivo nella prima settimana di febbraio 2026 nel governatorato di Lahij, con i primi incontri che hanno trasformato la teoria in azione. 

Il 4 febbraio, presso lo stadio Anas nel distretto di Lahij (Sabre Academy), si è tenuto il match inaugurale tra l’Academy Sabre e il club Al-Hubail. L’incontro, svoltosi sotto il patrocinio del Ministro della Gioventù e dello Sport Nayef Al-Bakri, ha visto la vittoria dell’Academy Sabre per 4-2 in un’atmosfera di grande entusiasmo collettivo.

Il giorno seguente, il 5 febbraio, l’attività è proseguita sul campo “Hamdeen Saleh” nel distretto di Al-Houta. Questa volta si sono sfidate le squadre popolari di Waheeda e Al-Abadel. Dopo un match molto equilibrato terminato 0-0 nei tempi regolamentari, la squadra di Waheeda ha prevalso ai calci di rigore per 3-2. Al di là del risultato tecnico, ciò che ha colpito i presenti, tra cui funzionari locali e rappresentanti del Ministero, è stata la massiccia partecipazione di pubblico, segno di un forte desiderio di normalità e condivisione. 

Un impatto che resta 

Questi eventi sono solo l’inizio di un percorso che prevede tornei strutturati e la riqualificazione di spazi sportivi. Riducendo le distanze tra gruppi marginalizzati e comunità ospitanti, il progetto punta a lasciare in eredità una rete sociale più solida e resiliente, capace di guardare oltre la logica del conflitto attraverso i valori del rispetto e della partecipazione.