“I campi non hanno dato frutto, i pozzi sono asciutti. Gli animali d’allevamento muoiono per la mancanza d’acqua. E la gente si arrangia come può: c’è chi si ciba di radici, piante e noci; chi vende quel poco che ha per recuperare qualche soldo con cui comprare da mangiare… abbiamo sentito anche di tante persone adulte che si sono messe in coda insieme agli alunni nelle scuole in cui è attivo un servizio mensa”. A parlare è Paolo Gomiero, Responsabile di Helpcode in Mozambico, uno dei paesi dell’Africa Sud Orientale che si trova ad affrontare la peggior siccità degli ultimi 35 anni.

“La pioggia non si è vista per mesi e questo in alcune aree del paese ha provocato la perdita completa dell’ultimo raccolto” prosegue Gomiero “Ora le scorte del raccolto precedente sono esaurite e la situazione peggiora rapidamente: nel solo distretto di Moamba, le famiglie colpite sono passate nell’ultimo mese da circa 5.650 a oltre 9.300”.

In questo contesto drammatico, ancora una volta passato sotto il silenzio della stampa internazionale, è un segnale di attenzione importante la visita alle aree più colpite da parte di una delegazione in rappresentanza della Cooperazione Italiana, composta dal Ministro Plenipotenziario Stefano Baldi (Ufficio Interventi umanitari e di emergenza) e dal dottor Fabio Melloni (Coordinatore Emergenza AICS), insieme a Riccardo Morpurgo, Direttore dell’AICS (Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo). La delegazione è giunta a Maputo il 15 marzo e ha scelto di focalizzare la ricognizione sul campo proprio nelle aree in cui Helpcode è presente con i suoi progetti da oltre 25 anni. La missione sul campo si è svolta il 17 marzo.

“Abbiamo accompagnato la visita nei villaggi – dice ancora Paolo Gomiero- mettendo a disposizione la nostra conoscenza del territorio e dei problemi della popolazione: i delegati hanno potuto vedere con i propri occhi e sentire con le proprie orecchie quanto sta succedendo a causa della siccità”. “Ricambieremo con il massimo della collaborazione la fiducia che ci è stata data chiedendoci questo affiancamento: speriamo di  trovare insieme e al più presto soluzioni reali alle gravi difficoltà che i bambini e le loro famiglie stanno incontrando”.

In un paese che resta uno dei più poveri del mondo (nonostante i significativi tassi di crescita economica) e in cui il 43% dei bambini sotto i 5 anni soffre già di denutrizione cronica (Unicef), l’ulteriore aumento degli indici di malnutrizione che seguirà la carestia desta non poche preoccupazioni.

Intervenire in questi casi è complesso, ma le idee delle organizzazioni come Helpcode, che si trovano sul terreno da decenni, non mancano: “Prima di tutto servirà un intervento d’emergenza con assistenza alimentare e approvvigionamento d’acqua” spiega Gomiero. “Subito dopo serviranno iniziative di produzione agricola con varietà resistenti alla secca, il ripristino di sistemi di irrigazione con tecnologie sempre più efficienti, l’intervento nelle scuole e nelle comunità per raccogliere e stoccare meglio l’acqua delle pur scarsissime precipitazioni”.

Helpcode ha già in opera diverse iniziative che potranno supportare positivamente l’azione contro le conseguenze della siccità: un sistema di refezione scolastica in scuole che raggiunge oltre 1800 alunni; la distribuzione di sementi e attrezzature in alcune scuole per la produzione orticola; le attività di sensibilizzazione ambientale, per l’utilizzo sostenibile delle risorse, sempre nelle scuole; il supporto di attività agricole nell’area di Gorongosa.

Se raccoglieremo i fondi necessari, la nostra idea adesso è quella di estendere il servizio di refezione scolastica al maggior numero possibile di scuole” conclude Paolo Gomiero. “Vogliamo recuperare le fonti d’acqua e realizzarne di nuove. E speriamo di poter portare assistenza alimentare ai bambini e alle famiglie più vulnerabili”.

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