In ogni parte del mondo, il gioco è una parte fondamentale della vita delle bambine e dei bambini. Anche nella Repubblica Democratica del Congo, a Bukavu, nel Foyer Ek’abana. Qui, ogni sera dopo aver fatto i compiti, le bambine escono in cortile per correre, saltare, mettersi in cerchio e divertirsi con le loro compagne. È il loro momento preferito della giornata, quello in cui possono tornare a essere per qualche ora semplicemente se stesse.

 

Le piccole ospiti di Ek’abana, e molti loro coetanei di Bukavu, hanno subito più traumi di quanti dovrebbe subirne chiunque in un’intera esistenza. Hanno conosciuto la guerra. Hanno rischiato la vita. Hanno visto le loro famiglie lacerate. Hanno visto le loro scuole distrutte. Hanno subito l’abbandono, le accuse di stregonerie, l’essere figli di uno stupro o orfani di guerra. Non hanno però perso la voglia di giocare.

 

Il gioco è un momento di divertimento importantissimo, ma è anche molto di più. È un modo di allargare i propri orizzonti, di esprimere le proprie capacità e il proprio talento, di imparare a stare con gli altri.  Ha una valenza sociale ed educativa che ne fa un grande alleato per riparare i traumi e attivare il percorso di crescita personale che devono compiere tanti bambine e bambini a Bukavu e a Ek’abana.
Giocare insegna a familiarizzare con le regole di convivenza in una società. In particolare con gli sport di squadra e i giochi di gruppo, s’impara come relazionarsi con gli altri attraverso il rispetto e la tolleranza. Una bambina o un bambino vulnerabile è portato a integrarsi nel gruppo quando gioca, ad aiutare i compagni, a perseverare e resistere per vincere.

 

Con tutte le difficoltà che hanno attraversato gli ospiti di Ek’abana, è importante per loro avere la gioia, il piacere e il relax che solo il gioco sa dare. Ma il gioco aiuta anche il reinserimento in società sviluppando la consapevolezza delle regole di convivenza e la cultura di pace. Tutto questo, tra l’altro, con pochissimi mezzi. Basta un pezzo di gesso o un pallone fatto di stracci per giocare per ore.

 

Le bambine del Foyer Ek'abana giocano a loko, la versioen congoloese di campana
Il loko

 

Ma a cosa giocano le bambine e i bambini a Bukavu? Ecco quali sono i loro giochi preferiti:

 

  • Jeu de Bombe (il gioco della bomba): i bambini si mettono in cerchio e ognuno mette una scarpa verso il centro. Una bambina o un bambino a turno deve allontanarsi dal centro e girarsi di spalle. I bambini rimasti nel cerchio scelgono una scarpa che diventa “la bomba”. La bambina o il bambino che si era allontanato torna nel cerchio e deve toccare le scarpe facendo attenzione a non trovare “la bomba.
    Ecco come un gioco semplicissimo insegna l’importanza di non giocare con gli esplosivi che la guerra ha lasciato per strada.
  • Le chef d’orchestre (il direttore d’orchestra): tutti i bambini si riuniscono in cerchio, tranne uno che deve allontanarsi dal gruppo per un minuto. Una bambina o un bambino viene scelto per essere “direttore d’orchestra”, colui che guiderà una serie di movimenti che tutti nel cerchio devono fare. Chi era fuori dal cerchio, viene rimesso dentro e vince se scopre chi è il “direttore” che decide i movimenti del gruppo.
  • Jeu dans le lac (il gioco nel lago): si disegna un grande cerchio per terra con il gesso. Chi guida il gioco grida “nel lago” oppure “sulla riva” e i partecipanti devono entrare nel cerchio oppure stare fuori a seconda del comando dato. Questo gioco allena la concentrazione e le capacità motorie dei bambini.
  • Jeu du foulard: questo lo conosciamo tutti, è il classico “gioco del fazzoletto”. Si creano due squadre e a ogni membro della squadra si dà un numero. Le squadre si sistema in fila e tra le due squadre si mette una persona che tiene in mano un fazzoletto. Quando viene chiamato il loro numero, i membri delle squadre devono correre per prendere per primi il fazzoletto.
  • Loko: da noi lo conosciamo come “campana” ed è amatissimo anche nelle scuole di Bukavu e a Ek’Abana.

 

Permetti a tante bambini e a tanti bambini congolesi di continuare a giocare e crescere felici

 

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