In Nepal circa il 40% dei bambini sotto i cinque anni sono malnutriti. Quasi la metà dei bambini nepalesi non consuma un pranzo sufficientemente bilanciato, con gravi rischi per lo sviluppo psico-fisico. Dati preoccupanti, questi, che mettono a rischio non solo la salute dei bambini, ma anche il futuro sviluppo economico del Paese.

Da alcuni anni in Nepal osserviamo un importante cambiamento culturale con gravi conseguenze sull’alimentazione della popolazione, soprattutto quella dei minori.

L’avvento della cultura occidentale sta portando con sé stili di consumo che allontanano il Paese da una cultura alimentare che, seppur povera, garantisce un corretto apporto nutrizionale per le persone.

Si notano differenze tra le aree metropolitane e quelle rurali più remote. Nelle prime, frequentare i luccicanti ristoranti fast-food è diventato un sintomo di riconoscimento sociale. Le cose non cambiano se guardiamo all’alimentazione domestica, nella quale si è passati da un’alimentazione tradizionale – riso accompagnato da un curry di lenticchie – a un vasto consumo di cibi pronti o preconfezionati, primi fra tutti i noodles istantanei, spesso d’importazione cinese. Oltre ad un maggiore riconoscimento sociale, a questo cambio di stile alimentare, vi sono ragioni legate ai nuovi ritmi della vita moderna. Resta sempre meno tempo da dedicare alla preparazione di ricette tradizionali e si sceglie la via, sicuramente più rapida, di cibi preparati e preconfezionati, con evidenti conseguenze per la salute.

Per contrastare questo fenomeno è necessario partire dall’istruzione e dai bambini. Per questo, nelle aree metropolitane in cui operiamo, abbiamo attivato campagne di sensibilizzazione sull’importanza di una corretta alimentazione nelle scuole. Un lavoro lungo e impegnativo, soprattutto perché non esiste ancora una consapevolezza diffusa sui rischi di una cattiva alimentazione e, al momento, non esiste alcun intervento governativo in questa direzione.

Seppur con tempistiche differenti, questi fenomeni stanno avendo un impatto anche nelle aree rurali del Paese. Come nelle comunità Chepang e Bunkariya, considerate tra le più povere e svantaggiate del Nepal, dove l’utilizzo di cibo preconfezionato sta prendendo il sopravvento.

Helpcode, insieme a Unicef, ha iniziato un monitoraggio delle condizioni di salute all’interno dei villaggi. Quest’analisi ci permette di comprendere a fondo quali sono i bisogni e rispondere con le misure necessarie. Tra queste, forniamo incentivi sull’acquisto di prodotti locali, primariamente ortaggi, e consigli su come cucinare gli alimenti. L’acquisto di prodotti da produttori locali permette di ottenere prodotti a prezzi accessibili e permette agli agricoltori di continuare il loro lavoro, mitigando l’impatto della competizione con la grande distribuzione.

In Nepal, l’alimentazione si caratterizza anche con forti componenti di genere. Infatti, è usanza diffusa nelle famiglie far mangiare prima i componenti maschi del gruppo familiare. In seguito, se avanza cibo, sono le donne a consumare il pasto. Questo spiega le differenze in termini percentuali dei dati di malnutrizione tra uomini e donne.

Non è semplice scardinare usanze e pratiche radicate nella cultura di una comunità, ma anche in questo caso crediamo che il cambiamento possa e debba iniziare dalla scuola.

Helpcode organizza sempre più spesso momenti di incontro con in genitori nelle scuole. Chiediamo alle famiglie di assistere al pranzo dei loro figli e notiamo spesso stupore nei loro occhi quando vedono maschi e femmine mangiare insieme, allo stesso tavolo, contemporaneamente. Uno stupore che confidiamo possa portare a un netto cambio di approccio anche all’interno delle mura domestiche.

Una nota positiva è rappresentata dall’alimentazione scolastica. Quasi tutte le scuole sono dotate di una cucina interna per la preparazione dei pasti e in questi anni abbiamo garantito la cucina a numerose scuole nelle aree rurali del Paese. Il cibo viene acquistato localmente e per molti bambini rappresenta l’unico pasto completo della giornata.

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