Poco più di 50 mila, originariamente nomadi ma nel corso degli ultimi anni si sono via via stabiliti nelle zone montuose al centro del Nepal, parliamo dei Chepang. Considerati da molti i poveri tra i poveri, i Chepang sono una tra le etnie più svantaggiate del paese e di conseguenza affetti da alti tassi di malnutrizione, analfabetismo (oltre l’80% in alcune comunità) e emarginazione sociale.

L’agricoltura è la prima forma di sussistenza, ma l’inacessibilità dei luoghi in cui si trovano a vivere rendono i raccolti insufficienti a garantire un adeguato sostentamento. Inaccessibilità che impedisce di scambiare o vendere al mercato quanto prodotto.

In oltre 10 anni di presenza in Nepal sono stati proprio i bambini Chepang, i più vulnerabili di una comunità già estremamente vulnerabile, i principali beneficiari del nostro programma di sostegno a distanza.

Come stiamo lavorando? Il nostro intervento fa la differenza? Ce lo siamo chiesti spesso e per questo abbiamo incaricato Purnima – una studentessa nepalese – di svolgere una valutazione d’impatto del nostro lavoro in Nepal.

Iniziamo dai numeri che questa analisi ha fatto emergere: dal 2005 abbiamo sostenuto a distanza oltre 20 mila bambini e quasi 100 mila nei nostri interventi nel campo educativo. Dopo il terremoto del 2015 abbiamo ricostruito 38 scuole e learning center.

La valutazione di Purnima, condotta con metodi qualitativi attraverso focus group e interviste ai beneficiari, sì è svolta nei distretti di Chitwan, Makwanpur e Kathmandu. Lo studio si è concentrato sull’analisi delle attività che contribuiscono al benessere della prima infanzia, con un’attenzione particolare all’accesso, l’inclusione e la qualità dell’istruzione.

È emerso che il sostegno a distanza stimola, facilita e controlla l’iscrizione scolastica e la frequenza di tutti i bambini nelle aree interessate. Traspare la volontà di Helpcode di uniformare standard qualitativi che mirino al miglioramento delle capacità cognitive e di socializzazione dei bambini, con particolare attenzione all’equità di genere offrendo alle ragazze e ai ragazzi pari opportunità di sviluppare il proprio potenziale. Purnima sottolinea inoltre la capacità di Helpcode di porre al centro dei propri interventi i bambini più vulnerabili, aiutandoli a sviluppare autostima e contribuendo a garantire una crescita sana e corretta.

 

 

Dall’analisi emerge inoltre la capacità di Helpcode di dialogare con autorità locali, cooperative, associazioni e consigli scolastici per individuare e attuare insieme interventi di riattivazione produttiva e per la riabilitazione di aree per l’aggregazione scolastica nei villaggi.

La sfida più importante è la lotta alla povertà, una delle principali cause degli elevati tassi di analfabetismo. L’attuale governo riconosce la necessità di garantire un’istruzione ai bambini Chepang, ma genitori e attivisti dei diritti umani, sostengono che poco è stato fatto e ciò è evidenziato dalla mancanza di infrastrutture educative sul terreno. La maggior parte dei villaggi ha solo una scuola elementare, costringendo i bambini a camminare tre o quattro ore al giorno per raggiungere la scuola. Una situazione complessa che durante la stagione delle piogge si complica ulteriormente.

Durante il suo lavoro Purnima ha incontrato Yam B. Gurung, direttore di una scuola, che racconta di cambiamenti positivi nel pensiero dei genitori di Chepang e Gurung che vivono in questa zona: “il piccolo sostegno che stanno ottenendo per i loro figli li ha motivati a mandarli a scuola“. Triveni Barah, una delle tante insegnanti che hanno ricevuto corsi di formazione e spiega che “è stato davvero un allenamento utile, la formazione mi ha aiutato a migliorare le mie capacità nell’educare i bambini piccoli e nel fornire loro un ambiente a misura di bambino all’interno della scuola”.

In molte scuole, sono iniziati corsi di formazione e sensibilizzazione e in alcuni casi Helpcode garantisce un sostegno economico laddove lo stipendio degli insegnanti non si in linea con gli standard nazionali.

Il quadro che esce dal rapporto di Purnima è positivo e terremo in considerazione tutte le osservazioni e raccomandazioni di questa valutazione che sarà utilizzata per migliorare la programmazione e l’impatto del programma di sostegno a distanza in Nepal.

 

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