Da un anno a questa parte, non c’è giorno in cui non si senta parlare di didattica a distanza. Spesso indicata con l’acronimo Dad, la didattica a distanza non è altro che un metodo di apprendimento che avviene senza la presenza di insegnanti e studenti nella stessa aula, ma attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, e sostituisce la più comune didattica in presenza.

 

Nell’ultimo anno, a causa del continuo stato di emergenza dovuto alla pandemia da COVID-19, milioni di studenti in tutto il mondo hanno dovuto affrontare la chiusura delle scuole e hanno sperimentato questa particolare modalità di apprendimento. Spesso, si pensa che la Dad sia una forma di didattica “nuova” o lanciata in particolari situazioni di emergenza come quella degli ultimi mesi. In realtà, si hanno testimonianze di formazione a distanza fin dall’800, in cui il materiale didattico veniva spedito ai corsisti per posta.

 

“Si hanno testimonianze di formazione a distanza fin dall’800.”

 

Con il tempo, la Dad si è sviluppata sempre di più fino ad arrivare a quella che conosciamo oggi, che si caratterizza per l’utilizzo di piattaforme digitali che permettono di tenere e seguire lezioni in diretta e capaci di riunire centinaia di persone nello stesso momento. Questa modalità di apprendimento, anche detta e-learning, permette una comunicazione diretta tra docente e allievo attraverso l’utilizzo di computer o tablet muniti di videocamera e microfono.

 

Ciò che sembra un metodo di insegnamento semplice ed efficace, in realtà, negli ultimi mesi, ha messo a dura prova scuole, insegnanti e soprattutto studenti. Funziona davvero la didattica a distanza? Quali sono i vantaggi di questa modalità di formazione e quali, invece, i limiti?

 

 

Sicuramente, i vantaggi della didattica a distanza sono molti. In primo luogo, permette a docenti e studenti di dedicarsi alla formazione senza la necessità di recarsi in classe, quindi risparmiando tempo e, in alcuni casi, anche denaro. Inoltre, quando si tratta di didattica a distanza con lezioni registrate, si ha maggiore flessibilità sugli orari da dedicare allo studio (in particolar modo per gli studenti universitari che, oltre a seguire un corso di laurea, lavorano e non potrebbero quindi seguire le lezioni nei comuni orari mattinieri).

 

In sostanza, si può affermare che la didattica a distanza sia un buon metodo per seguire comodamente le lezioni dalla propria abitazione, facilitando l’organizzazione e abbattendo perdite di tempo e costi. Ma è davvero così? Accanto a tutti i vantaggi sopracitati, ci sono anche i limiti e, talvolta, i rischi che essa comporta.

 

“La didattica a distanza è un buon metodo per seguire comodamente le lezioni dalla propria abitazione, facilitando l’organizzazione e abbattendo perdite di tempo e costi. Ma accanto ai vantaggi, ci sono anche i limiti e, talvolta, i rischi che essa comporta.”

 

Seguire le lezioni attraverso uno schermo di un computer diminuisce notevolmente l’interazione tra docenti e studenti, limita scambi di idee e opinioni tra compagni, tutti elementi che possono portare all’isolamento dello studente e rallentano il processo di apprendimento. Non è un caso che, dopo mesi di didattica a distanza, i ragazzi si sentano meno preparati, meno concentrati e più insicuri nell’affrontare il futuro (ne abbiamo parlato qui: helpcode.org/scuola-covid-e-didattica-a-distanza-cosa-pensano-i-ragazzi).

 

Accanto ai problemi di apprendimento e di concentrazione, ci sono i limiti di natura più pratica. Se in molti casi la formazione a distanza permette a molti studenti di seguire comodamente le lezioni a casa abbattendo i costi e gli spostamenti, per molti altri costituisce un disagio. Il disagio di non avere l’attrezzatura corretta o la connessione idonea, o il problema di dover condividere la stanza con fratelli e sorelle che a loro volta devono seguire lezioni, o accanto a familiari in smartworking. Condizioni che, nei Paesi meno sviluppati, possono portare all’abbandono scolastico (ne abbiamo parlato qui: helpcode.org/leducazione-dopo-un-anno-di-pandemia).

 

 

Fin dai primi giorni di chiusura delle scuole, Helpcode è attiva in Italia e nel mondo a sostegno delle scuole, delle famiglie e degli studenti che in questi mesi hanno visto stravolte le proprie abitudini. In particolar modo, sostiene gli studenti dei Paesi meno sviluppati che, con le scuole chiuse, hanno perso la possibilità di studiare. In Italia forma volontari per tenere doposcuola a distanza in cui le bambine e i bambini hanno la possibilità di affiancare alle più classiche materie scolastiche attività come coding, lettura, filosofia, disegno e molto altro. Inoltre, porta avanti campagne volte a contrastare la povertà educativa, al fine di migliorare l’inclusione educativa e l’educazione alla cittadinanza globale.

 

Scopri tutte le attività che facciamo per l’educazione: helpcode.org/cosa-facciamo/educazione

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