Da un anno a questa parte in Italia e in tutto il mondo si combatte una battaglia che ha visto cambiare drasticamente le abitudini di tutti quanti. Tra le tante cose a cui abbiamo dovuto rinunciare in questi lunghi, difficili mesi, ce n’è una su tutte che rischia di compromettere il futuro delle prossime generazioni: l’istruzione. L’educazione è un elemento imprescindibile per garantire ai giovani di tutto il mondo un futuro migliore per loro e per garantire lo sviluppo delle comunità in cui vivono. E ricevere un’istruzione di qualità è il diritto primario di ogni bambino.

 

“L’educazione è un elemento imprescindibile per garantire ai giovani di tutto il mondo un futuro migliore per loro e per garantire lo sviluppo delle comunità in cui vivono.”

 

Analizzando il recente report presentato da Unicef “COVID-19 and school closures“, si capisce quanto la situazione sia critica e quanto nell’ultimo anno si stia vivendo una crisi dell’istruzione, che ogni giorno coinvolge milioni di bambini in tutto il mondo. Come rileva questo rapporto, le scuole di più di 168 milioni di bambini nel mondo sono state chiuse per quasi un anno intero. Ogni giorno che passa, questi studenti rimarranno sempre più indietro e le conseguenze saranno gravissime.

 

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a non abbandonare la scuola

 

Nel marzo 2020, i governi di tutto il mondo hanno iniziato ad attuare misure per limitare la diffusione del Covid-19, chiudendo le scuole e introducendo la didattica a distanza, un metodo di apprendimento a cui pochi erano preparati, in primis i docenti. Circa 150 Paesi hanno chiuso completamente le loro scuole, circa 10 paesi le hanno chiuse parzialmente e altri 10 hanno tenuto le scuole completamente aperte.

 

Nel periodo tra l’11 marzo 2020 e il 2 febbraio, 2021, le scuole sono state completamente chiuse per una media di 95 giorni di istruzione a livello globale, che rappresenta circa metà del tempo destinato all’istruzione in classe. Tra i Paesi più colpiti da questo fenomeno, ci sono quelli dell’America Latina e dei Caraibi (in particolare Brasile, Bangladesh, Messico e Filippine), con una media di 158 giorni di chiusura, seguiti dai Paesi dell’Asia meridionale con 146 giorni e i Paesi dell’Africa orientale e meridionale, con una media di 101 giorni.

 

bimbo va a scuola in nepal

 

A livello globale, 214 milioni di studenti dalla scuola primaria a quella secondaria superiore in 23 paesi hanno perso almeno tre quarti del tempo di istruzione in classe da marzo 2020. Di questi 214 milioni, 168 milioni di studenti in 14 paesi hanno perso quasi tutto il tempo di lezione in classe a causa della chiusura delle scuole. Inoltre, i paesi con la più lunga durata di chiusura delle scuole sono gli stessi che contano una bassa percentuale di bambini dotati di connessione Internet a casa.

 

A un anno dall’inizio di questo fenomeno, siamo di fronte a una grave crisi dell’istruzione, che a oggi coinvolge milioni di bambini in tutto il mondo. Studenti che rimarranno indietro e faticheranno sempre di più a recuperare l’anno scolastico perso (senza parlare dei danni causati ai rapporti sociali e allo sviluppo in termini di relazioni umane). Ma anche bambini che abbandoneranno definitivamente gli studi, compromettendo irrimediabilmente il proprio futuro. Per molti bambini dei Paesi meno sviluppati, infatti, abbandonare la scuola e l’istruzione significa rinunciare alla possibilità di crearsi un futuro, andare a lavorare per aiutare la famiglia, sposarsi precocemente e, in alcuni casi, rinunciare all’unico pasto caldo e completo della giornata.

 

“Per molti bambini dei Paesi meno sviluppati abbandonare la scuola e l’istruzione significa rinunciare alla possibilità di crearsi un futuro.”

 

Anche nei Paesi in cui Helpcode opera la situazione sulla ripresa delle lezioni in presenza è ancora molto incerta: in Congo le scuole hanno riaperto il 22 febbraio, mentre in Mozambico solo il 16 marzo 2021. Ci vorrà del tempo per capire gli effetti negativi delle lunghe chiusure scolastiche e conoscere i dati sulla dispersione scolastica, un fenomeno che, purtroppo, è destinato a crescere. È importante riportare al più presto i bambini a scuola, per evitare che questi effetti condizionino definitivamente le loro vite.

 

Per contrastare la crisi dell’istruzione e per dare un sostegno reale ai bambini costretti a casa, Helpcode ha aperto già a inizio pandemia il Fondo Emergenza Scuola, al fine di garantire l’istruzione a più bambine e bambini nel mondo, soprattutto quelli che vivono in situazioni di povertà. Attraverso questo fondo, Helpcode dona un sostegno economico alle famiglie in difficoltà, distribuisce materiale scolastico ai bambini e supporta gli edifici scolastici nella creazione di nuovi spazi adibiti alla mensa e all’igiene, per incrementare la sicurezza e accelerare il processo di apertura delle scuole.

 

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