Cari lettori,
vi scrivo da Kathmandu, mentre con i colleghi stiamo pianificando uno spostamento verso una delle zone colpite, Rasuwa Nuwakot.
La distruzione nelle aree maggiormente interessate è enorme e, mentre le operazioni di soccorso continuano, centinaia di persone stanno arrivando nella capitale alla ricerca di un luogo sicuro dove fermarsi e capire cosa fare.
Ne abbiamo già intercettati due, due monasteri. Oggi sono stato al Mustang, sempre qui a Kathmandu, dove sono ospitate circa 200 persone che arrivano dal distretto di Rasuwa, una delle tre aree più duramente colpite.
Tra loro sono stati censiti 40 bambini sotto i dieci anni.
Dormono per terra, in una grande sala. Con tanta solidarietà, la comunità locale e alcune aziende hanno contribuito a garantire loro beni di prima necessità: cibo, acqua e kit igienici.
Ci ha colpito la richiesta di giocattoli. Ma, in fondo, non dovrebbe stupirci. Un giocattolo può aiutare un bambino a ritrovare un piccolo senso di normalità, oppure semplicemente offrirgli, per qualche momento, la possibilità di allontanarsi da una realtà che non dovrebbe essere la sua.
Ci chiedono anche pannolini e beni essenziali per l’igiene e la vita quotidiana: necessità molto concrete, che diventano ancora più importanti quando tante persone devono condividere gli stessi spazi.
Ogni singolo aiuto, in questo momento, è prezioso.
Per questo vi chiediamo di donare al nostro fondo emergenze e di far girare il link sotto:
La situazione rimane molto difficile e in continua evoluzione.
Vi terrò aggiornati da qui.
Grazie,

Alessandro Guarino
Direttore programmi