Il 20 novembre rappresenta una ricorrenza importante. Un momento che ha segnato la presa di coscienza da parte dell’umanità che ha il dovere di dare al fanciullo il meglio di sé stessa “affinché esso abbia una infanzia felice e possa godere, nell’interesse suo e di tutta la società, dei diritti e delle libertà che sono enunciati nella Dichiarazione dei diritti del fanciullo. Questo documento invita genitori, gli uomini e le donne in quanto singoli, come anche le organizzazioni non governative, le autorità locali e i governi nazionali a riconoscere questi diritti e a fare in modo di assicurare il rispetto per mezzo di provvedimenti legislativi e di altre misure.”

Il quadro normativo: un po’ di ripasso

Partiamo dal 1959 quando appunto il l’Assemblea Generale della Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti del fanciullo, revisionata sempre un 20 novembre ma del 1989 come Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Convenzione è stata ratificata dall’Italia nel 1991. In Italia, una Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza istituita nel 1997 ha compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi ai diritti e allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.

Che cosa facciamo noi per i bambini

Sono gli stati che hanno ratificato la Convenzione i primi chiamati in causa per la difesa dei diritti dei bambini, ma molte ONG da anni sono impegnate nella loro tutela perché ce ne è bisogno, perché gli stati, spesso, non fanno il loro dovere.

Noi ci occupiamo di promuovere in particolare il diritto all’istruzione da 30 anni. E’ l’art. 28 della convenzione che lo tutela. Il bambino ha diritto all’istruzione che significa che gli Stati devono garantire che tutti i bambini possano frequentare la scuola.

In questo particolare momento noi ci stiamo impegnando anche per la tutela dell’art. 24 per il diritto alla salute dei bambini. Più nel dettaglio questo articolo chiede agli stati di lottare contro la malattia e la malnutrizione.

Perché proprio ora abbiamo deciso di impegnarci anche su questo fronte?  Perché dopo oltre 10 anni, per la prima volta nel 2016, la fame nel mondo è tornata a crescere, coinvolgendo circa 815 milioni di persone, l’11% della popolazione mondiale, il 7,7% dei bambini nel mondo.

Contestualmente, nel mondo ci sono 1,9 miliardi di persone in sovrappeso (dei quali 40,6 milioni sono bambini), oltre a 650 milioni di obesi. Sovrappeso e obesità sono causa di circa 2,8 milioni di decessi all’anno e incidono sulla mortalità mondiale più della denutrizione.

Due facce del medesimo problema. Alla base di questa emergenza ci sono motivazioni legate all’intreccio tra povertà economica e povertà educativa. Per questa ragione abbiamo deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per contrastare le pericolose conseguenze di questi due fenomeni sulla salute dei bambini. La campagna ‘C’era una volta la cena’, realizzata in collaborazione con l’Ospedale Gaslini di Genova, ha l’obiettivo di promuovere attività di monitoraggio, educazione alimentare e prevenzione della malnutrizione e offrire assistenza concreta ai bambini a rischio malnutrizione a causa del disagio economico delle loro famiglie, in Italia e negli altri Paesi dove siamo presenti.

Ogni contesto presenta problemi che hanno origine diversa, ragione per cui studiamo delle soluzioni adeguate per ogni comunità con cui lavoriamo.

Oggi vogliamo parlare soprattutto di Italia perché anche qui da noi ogni giorno tanti genitori non sanno più che storia inventarsi per dare da mangiare ai propri figli, perché i soldi che ci sono in casa non bastano. Questo significa che devono comprare spesso solo le cose che costano meno, o andare nei negozi sociali e prendere quello che si trova lì: tanta pasta, tanti carboidrati, poche proteine della carne e latticini, poche vitamine e sali minerali di frutta e verdura.

Abbiamo studiato un nuovo progetto per cercare di contrastare questo problema: con il contributo dei servizi sociali individuiamo alcune famiglie, che aderiscono su base volontaria. I beneficiari ricevono dei voucher virtuali, che garantiscono la massima trasparenza e permettono loro di prendere gratuitamente una serie di prodotti in negozi convenzionati. I prodotti sono selezionati dai nutrizionisti dell’Ospedale Gaslini dopo aver effettuato visite ai bambini coinvolti, che entrano a far parte di un sistema di monitoraggio sul loro stato di salute.

Anche tu puoi fare anche qualcosa di concreto in questa giornata dedicata ai bambini. Aiutali a diventare grandi, sani e forti, al riparo da ogni forma di malnutrizione. Perché siano donne e uomini di domani.

 

Perché i bambini hanno diritti…

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