Sarà il solleone che precede la stagione delle piogge. Sarà lo sterrato che frulla i pensieri, affrontato con un fuoristrada con il volante a destra, per non farsi mancare niente. Sarà la compagnia di sorella Agnes, la suorina più combattiva che abbia mai conosciuto, ma quindici giorni su e giù per 28 scuole di campagna in Zambia meritano un raccontino.

La sfida era difficile: completare il giro prima della fine dell’anno scolastico per rassicurare tutti i Presidi che ce l’abbiamo fatta, abbiamo ottenuto il certificato dal Ministero dello Sviluppo Comunitario e il nostro programma di sostegno alle bambine ed ai bambini non subirà interruzioni.

 

 

Il governo del Presidente dello Zambia, Michael Sata (r.i.p., e’ mancato il 29 di Ottobre) ha realizzato molte riforme, spesso ottime, fra le quali quella delle Ong che impone una serie di nuovi requisiti. Per continuare a operare legalmente nel paese CCS Italia si e’ mosso immediatamente per ottenere le necessarie autorizzazioni. Mancava un ultimo, benedetto certificato per permettere a Help CoDe Zambia, la nostra organizzazione sorella nel paese, di sostenere le bambine ed i bambini ed evitare il rischio che non venissero ammessi agli esami.

L’abbiamo ottenuto tre settimane prima della fine delle vacanze.

Ed eccoci qui, Sorella Agnes guida come un pilota di rally, traduce dal chewa all’inglese e non si stanca mai. Senza di lei e senza l’appoggio della Diocesi di Chipata, il nostro alleato storico in Zambia, non ce l’avremmo mai fatta. La tonaca delle Sorelle del Buon Pastore e’ di un intenso azzurro cielo, quando una delle Presidi mi chiama “bambo” (Padre), mi rendo conto che la mia polo e’ esattamente dello stesso colore. Sorella Agnes ride.

Improvvisamente, mentre sta per concludersi la quarta riunione nella quarta scuola con la quarta Preside nella stessa mattina, dopo aver ingoiato il quarto chilo di polvere per arrivarci, un baccano metallico ci interrompe. E’ la campanella, o meglio e’ una chiave inglese che batte su un cerchione d’autocarro arrugginito appeso a un albero: l’esame della 9 classe e’ finito.
Una marea umana di ragazze e ragazzi dell’età di mio figlio si precipita fuori dalle due aule della scuola (un edificio fatto a regola d’arte, l’abbiamo costruito noi qualche anno fa). Si allentano la cravatta dell’uniforme. Sono eccitati come riesce ad essere solo un adolescente con la prospettiva di un mese senza sveglia alle 6… tutto il mondo e’ paese. Faccio per scattare una foto e il “moto ondoso” aumenta… adesso stanno proprio ballando.

Cos’avrà mai da sorridere quel “bambo musungu” (bianco) stanco, sudato e impolverato sotto il sole cocente delle 14 in un angolo dimenticato dell’Africa Australe? I sostenitori e le sostenitrici di CCS lo sanno.

 

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