Cari lettori,
dalla fine di agosto abbiamo seguito da vicino la situazione in Nepal, dopo le devastanti inondazioni che hanno colpito il Paese lungo il corridoio del Trishuli.
In queste settimane, durante e dopo la mia missione sul posto, abbiamo lavorato con il nostro team locale per capire dove fosse più urgente intervenire e quale potesse essere il contributo più urgente di Fondazione Helpcode, in coordinamento con le autorità locali e con le organizzazioni già presenti sul territorio.
Dopo la prima distribuzione di kit al Monastero Mustang di Khatmandu, siamo pronti per partire con un intervento più strutturato, della durata di quattro mesi, nelle aree di Galchhi, nel distretto di Dhading, e Uttargaya, nel distretto di Rasuwa, due delle zone maggiormente colpite.
Metteremo al centro i bambini.
L’emergenza ha lasciato dietro di sé non solo case, scuole e infrastrutture danneggiate, ma anche una profonda frattura nella quotidianità di migliaia di bambini e delle loro famiglie. Molti hanno perso persone care, hanno dovuto lasciare le proprie case o non possono più frequentare regolarmente la scuola.
Per questo il nostro intervento unirà supporto psicosociale e aiuti materiali, con l’obiettivo di accompagnare i bambini nel ritorno alla normalità.
In concreto:
È un primo passo, costruito a partire dai bisogni che abbiamo raccolto sul campo e pensato per intervenire non soltanto sull’emergenza immediata, ma anche sulla possibilità per i bambini di tornare a giocare, imparare e sentirsi nuovamente al sicuro. Ed è stato possibile anche grazie alle donazioni destinate al nostro fondo emergenza.
Continuerò a raccontarvi gli sviluppi dell’intervento.
Grazie per la tua attenzione verso questa emergenza, un caro saluto

Alessandro Guarino
Direttore programmi