Lo scorso 15 luglio il Parlamento mozambicano ha detto finalmente basta alle spose bambine. Una riforma di legge ha infatti abolito la clausola che permette il matrimonio a partire dai 16 anni con il consenso dei genitori.
Una decisione storica, di un’importanza capitale per i diritti delle bambine e delle donne, in uno dei Paesi al mondo in cui la pratica dei matrimoni precoci è più diffusa.

 

Roberta Pellizoli, gender expert e responsabile dei progetti di Helpcode in Mozambico, aveva analizzato in profondità la portata di questa legge in uno scorso articolo. Scriveva:

 

La legge che è stata approvata è una grande vittoria per tutti coloro che lavorano per proteggere i diritti delle bambine e che hanno portato avanti questa istanza. Ma è solo il primo passo del cammino ancora lungo di una legge che deve diventare lettera viva nel Paese.

 

Per fare in modo che ciò che è stato legiferato diventi realtà, bisogna innanzitutto cambiare la mentalità che accetta le spose bambine. Strano a dirsi, sono spesso proprio le vittime di questa pratica le prime ad accettarla e a non cogliere gli aspetti negativi per la loro vita. L’educazione, in questo senso, è fondamentale.
Altrettanto importante è sensibilizzare i genitori e i parenti. Sono loro a prendere spesso le decisioni e a convincere le adolescenti e gli adolescenti a sposarsi prima del tempo.

 

Educare e sensibilizzare sono due degli interventi che mettiamo in campo con il nostro progetto Cultura e pace mano nella mano per lo sviluppo di Gorongosa, realizzato con la Scuola di Pace di Monte Sole e con il sostegno dell’Unione Europea.
Ci siamo fatti raccontare da Elisa, professoressa della scuola 1 de Maio della Vila de Gorongosa e animatrice del nostro progetto, cosa fanno tutti i giorni persone meravigliose come lei per eliminare i fenomeni delle spose bambine e dei matrimoni precoci.

Guarda qui l’intervista:

 

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