Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale è sempre un appuntamento di confronto con altre realtà. Tutte accomunate dalla stessa sensibilità e desiderio di futuro prospero per il nostro pianeta. Mentre infatti il dibattito internazionale si arena sulla necessità o meno di creare delle norme vincolanti per le imprese, norme che contribuirebbero ad accelerare il processo verso la sostenibilità del business, chi ha la vista più lunga si è già attivato perché essere impresa responsabile oggi fa bene anche ai risultati economici dell’azienda.

Abbiamo chiacchierato con Marco Bruno, QA Compliance, Sustainability & HSE Group Manager di RIRI (https://www.riri.com/) sul tema della sostenibilità che, come è evidente, ci appassiona molto. Alle persone che incontriamo, rivolgiamo sempre la stessa domanda perché vogliamo capire se davvero gli obiettivi dell’Agenda 2030 riusciremo a raggiungerli, oppure è un’utopia (sostenibile, s’intende…)

 

L’Agenda 2030 rappresenta un passo fondamentale verso lo sviluppo sostenibile per RIRI? Se sì, perché?

E’ un riferimento fondamentale, un riconoscimento internazionale di una rotta che tutti dobbiamo seguire.

Noi di RIRI riconduciamo ed allineiamo tutte le nostre attività di miglioramento sostenibile: partendo da un’analisi quantitativa del nostro impatto, abbiamo formalizzato un action plan oggettivo e mirato, cercando di allineare i target dei vari goal con i nostri obiettivi di miglioramento interno.

In particolare abbiamo individuato 5 categorie di impatto per la valutazione del nostro corporate footprint: salute umana, impatto sull’ecosistema, cambiamenti climatici, uso delle risorse e consumo di acqua.

Il nostro sustainability action plan è organizzato in 5 macro aree, una di queste riguarda l’energia. Abbiamo avviato una grande trasformazione agendo contemporaneamente sulla qualità energetica, affidandoci a provider energetici certificati e sulla quantità di energia utilizzata, riducendo sprechi e inefficienze.

Nello specifico ci siamo focalizzati sul goal 7 “Affordable and clean energy” secondo tre aspetti:

  • Abbiamo fatto un contratto con un fornitore che garantisce energia solo da fonti rinnovabili certificate.
  • Abbiamo avviato un sistema efficace di monitoraggio per la ricerca delle eventuali perdite e inefficienze.
  • Abbiamo investito molto per rendere gli impianti sempre più efficienti energeticamente (illuminazione a base led e miglioramento della tecnologia produttiva).

In RIRI la sostenibilità è tema trasversale applicato a tutti i processi. Vengono organizzati dei meeting generali a cui partecipano tutte le risorse, da molto tempo. Ora abbiamo deciso di comunicarlo anche all’esterno, non per questioni di marketing, ma per avere l’opportunità di confrontarci con i clienti e altri player perché crediamo che da questi momenti di scambio possano nascere nuove opportunità di miglioramento. Il Salone della CSR è stato sicuramente anche questo.

 

RIRI ha la sua sede in Svizzera italiana a Mendrisio e poiché ci interessa capire di più della Svizzera, abbiamo chiesto a Marco Bruno quanto è diffusa la cultura della sostenibilità nel paese elvetico.

Questa la sua risposta:

A livello di gruppo, in Svizzera, come RIRI abbiamo costruito partnership con il mondo accademico per diffondere la cultura della sostenibilità a livello scolastico, nelle università e nel settore della moda più in generale.

Collaboriamo con la facoltà di ingegneria gestionale della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), in particolare con gli studenti del corso dedicato alla sostenibilità. Lo facciamo sia a livello di didattica che di sviluppo e offriamo la possibilità agli studenti di fare stage in azienda. Ospitiamo anche i ragazzi delle scuole superiori del settore tessile-moda, consentendo loro di sviluppare dei capi per le loro collezioni, utilizzando i nostri prodotti.

In Canton Ticino ci sono diversi enti che si occupano di sostenibilità: dal dipartimento del lavoro alle associazioni di categoria. Si tratta di realtà sia istituzionali che private. Molti dei brand del settore della moda hanno base in Ticino.

Due delle più grandi aziende di Mendrisio hanno vinto dei premi come miglior luogo di lavoro il che significa che sono molto impegnate sul fronte del welfare aziendale.

Sono tematiche di cultura e senso civico generale presenti già da tanti anni sul territorio che non rientrano dichiaratamente sotto la voce sostenibilità. Ma sicuramente fanno parte di un percorso virtuoso avviato già da molto tempo.

E noi ci auguriamo che questo virtuosismo valichi i confini.

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