“Il nostro corpo è come un motore: ha bisogno di cure, attenzione e di un carburante di qualità. Una dieta corretta e bilanciata è il primo passo nella carriera di ogni atleta, amatore o professionista, soprattutto se consideriamo il preoccupante incremento nei tassi di sovrappeso e obesità tra i più giovani.” Queste le parole di Sivia Salis, Atleta Olimpionica, Membro del Consiglio Nazionale CONI e della Federazione Italiana di Atletica Leggera, in apertura del dibattito su sport e sana alimentazione organizzato da Helpcode e Park Tennis Club di Genova l’11 ottobre proprio negli spazi del Park Tennis.

 

 

La data di questo incontro non è stata casuale, infatti, l’11 ottobre è la giornata internazionale contro l’obesità. Una giornata che in questi ultimi anni è diventata sempre più importante a causa dell’incremento del numero di persone affette da sovrappeso e obesità.

Dal 1980 a oggi, il dato sull’incidenza dell’obesità è raddoppiato in oltre settanta nazioni. Oggi nel mondo si contano 1,9 miliardi di adulti in sovrappeso, di cui 40,6 milioni sono bambini. Anche i paesi con il reddito pro-capite mediamente più basso (Africa, Asia, America latina), gli stessi in cui si registrano i più alti tassi di denutrizione, l’obesità sta aumentando in modo preoccupante.

In Italia 1 bambino su 3 è in sovrappeso o obeso, spesso a causa di abitudini alimentari non corrette e uno stile di vita sedentario. Infatti, un numero sempre maggiore di ragazzi non pratica alcuna attività fisica.

Queste le premesse del dibattito al quale, oltre a Sivia Salis, hanno partecipato la dott.ssa Cinzia Zucchi, Docente e Nutrizionista presso l’Istituto Giannina Gaslini e Giorgio Zagami, Presidente di Helpcode Italia.

È proprio Zagami a ricordare come l’educazione alimentare rientra a pieno titolo nei diritti dei più piccoli. Il presidente di Helpcode parla di “dati allarmanti, che pongono l’Italia ai primi posti in Europa per numero di decessi riconducibili a obesità e sovrappeso.” Zagami ricorda inoltre che “le cause principali sono da ricercarsi in cattive abitudini alimentari e nella mancanza di attività fisica. Lo sport può essere un alleato importante per il medico, per la scuola e per la famiglia, perché è fondamentale fare prevenzione e lo sport è sicuramente un elemento chiave nella crescita dei nostri ragazzi“.

Sono molti i luoghi comuni quando si parla di alimentazione per i ragazzi che praticano sport a livello amatoriale o professionistico”, rileva la dott.ssa Zucchi. “I bambini che praticano sport amatoriale non hanno bisogno di porzioni di cibo più abbondanti; solo nel caso di allenamenti quotidiani intensi e prolungati oltre le due ore – peraltro sconsigliati in età infantile – può essere necessario aumentare la quantità di cibo introdotta nell’arco della giornata, facendo però attenzione alla qualità nutrizionale”, ricorda la dottoressa, aggiungendo che “molto spesso è sufficiente seguire le regole del buon senso”.

Silvia Salis racconta i suoi esordi e il suo rapporto con l’alimentazione ricordando che è molto importante fare attenzione a quando si smette di praticare sport a livello agonistico. Il nostro corpo si abitua a un regime alimentare adatto alla pratica sportiva ma non è semplice cambiare abitudini quando si passa a un’attività amatoriale. Silvia racconta le difficoltà personali che ogni atleta incontra nella sua carriera, ma ricorda che “le associazioni e le federazioni sportive hanno un ruolo molto importante. Sensibilizzare su una buona e corretta alimentazione è una sfida che si può vincere solo con un lavoro di squadra. Scuola, famiglia, aziende, amministrazioni pubbliche e società civile devono lavorare insieme con un unico obiettivo, la salute delle nuove generazioni”.

Un richiamo al lavoro di squadra sottolineato anche da Zagami e Zucchi mentre raccontano dell’impegno comune di Helpcode e Gaslini nella lotta all’obesità infantile. Un impegno che si è concretizzato con il lancio della campagna ‘C’era una volta la cena’,  con l’obiettivo di promuovere attività di monitoraggio, educazione alimentare e prevenzione della malnutrizione e offrire assistenza concreta ai bambini a rischio malnutrizione a causa del disagio economico delle loro famiglie.

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