Riccardo ha 10 anni e abita a Troinex in Svizzera ed è il figlio di Chiara, Direttrice di Helpcode Svizzera. Questa estate, insieme alla sua famiglia, è stato in Mozambico per svolgere una missione importante e vuole raccontarci com’è andata.

 

 

Il Mozambico è molto lontano e diverso dalla Svizzera. Ci sono più bambini, sono più poveri, ma sono sempre molto contenti. In una scuola hanno portato dei cartelli con scritto ‘Viva Chiara’ (che è mia mamma) e hanno cantato una canzone molto bella, anche se non la capivo perché le parole erano in portoghese.

Anche le signore che lavorano nei campi cantavano, cantavano sempre e ballavano. Forse erano contente perché era cresciuta l’insalata.

Mia mamma, che lavora con loro ma abita in Svizzera con noi, mi ha detto che il campo che abbiamo visto è speciale, perché loro – quelli che abitano in Mozambico – hanno lavorato tanto e noi abbiamo inviato soldi e una persona per lavorare insieme a loro.

La persona si chiama agronomo, me lo ha detto la mia mamma, io non lo sapevo nemmeno scrivere! Lui ha studiato in Italia e poi è andato in Mozambico a lavorare.

 

 

La prima tappa del nostro viaggio è stata Maputo, che è la capitale del Mozambico. C’era un grande palazzo del presidente, ma non si può entrare e nemmeno camminare sul marciapiede davanti. C’erano le guardie e se cammini sul marciapiede ti mettono in prigione.

Poi siamo andati al parco nazionale, si chiama Gorongosa, e per arrivarci abbiamo preso l’aereo e poi una jeep. La strada era rotta per tanti chilometri e poi era rottissima. Mio papà mi ha detto che per fare 30 chilometri ci abbiamo messo 4 ore. A me pareva che ne avessimo fatti 100 di chilometri. Comunque il parco di Gorongosa era bellissimo. Abbiamo visto i leoni, gli impala e un elefante.

 

 

Fino a pochi anni fa a Gorongosa c’era la guerra e gli uomini oltre a spararsi tra di loro sparavano anche agli elefanti, e ora hanno paura. Si ricordano che gli uomini gli sparavano e anche se ora non gli sparano più, loro non si fidano lo stesso.

A Gorongosa c’è anche una città con le case molto vecchie e tante capanne. Ci sono tantissimi bambini e tante persone per strada e tante bancarelle dove vendono tante cose, anche gli spiedini di topo. Mio papà voleva assaggiarli ma io ho detto di no! A Gorongosa la sera è tutto buio perché non c’è l’energia elettrica e nelle case si va a dormire presto.

Un giorno siamo andati a visitare una scuola. Per me era molto bella, c’era un bel giardino ma non c’erano bambini perché erano tutti in vacanza (per due settimane come in Svizzera a Natale). Mia mamma mi ha fatto vedere una targa sul muro dove c’era scritto quanto è costata perché quella scuola è stata fatta grazie a un progetto. La cosa strana di questa scuola erano i bagni, infatti erano fuori dalla scuola.

 

 

Un altro giorno, sempre in macchina, siamo andati verso il mare e c’erano le balene! Loro restano lì per tre mesi, tutta l’estate (che in realtà in Mozambico è inverno). È stato fantastico, le balene saltavano e prendevano il respiro con lo sbuffo d’acqua. Per andare nel posto dove dormivamo siamo passati su una lunga strada di sabbia dove c’erano molti villaggi. La persona che ci accompagnava salutava tutti, sembrava conoscesse tutti.

Nel mio viaggio avevo un compito: portare a Gorongosa i disegni fatti da me e i miei compagni nella mia scuola, a Troinex, in Svizzera. Dovevo completare lo scambio, infatti l’anno scorso i bambini di Gorongosa ci avevano mandato i loro disegni.

È stato molto bello scambiarsi i disegni perché li abbiamo fatti noi e sono molto belli.

L’anno prossimo mio papà e mia mamma ci hanno detto che andiamo in Nepal a vedere degli altri progetti di Helpcode.

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