Lunghi capelli corvini e due occhi svegli e vivaci. Shristi Gurung  ha 12 anni e vive a Sukedhara, vicino Kathmandu, insieme ai due fratelli e ai suoi genitori, che lavorano come custodi all’interno di un monastero.

Attualmente Shristi frequenta la scuola secondaria di primo grado Himsheela, e, durante una chiacchierata tra i corridoi della scuola, ci racconta com’era la sua vita prima di entrare nel programma di sostegno di Helpcode: «Amo imparare, ma per me era molto difficile reperire libri, penne, matite, l’uniforme scolastica e lo zaino. Non potevo permettermi niente di tutto questo. Dal 2011 – prosegue – grazie alla borsa di studio, ho tutto quello che mi serve per la scuola. Non solo. Oltre ai materiali didattici e di cancelleria, Helpcode dà a me e agli altri ragazzi inseriti nel programma la possibilità di partecipare alle gite scolastiche e alle attività extracurricolari e, in caso di bisogno, sostiene anche le nostre spese mediche».

E poi si sofferma su quel terribile 25 aprile: «La prima volta che la terra ha tremato mi trovavo a casa con la mia famiglia. Durante la seconda scossa invece, ero con i miei fratelli al monastero dove lavorano i miei genitori. Fortunatamente stiamo tutti bene, ma a causa del terremoto le lezioni sono state sospese per due lunghi mesi. Adesso, piano piano, tutto sta tornando alla normalità e io finalmente sono riuscita a riprendere la scuola». E conclude: «Vorrei ringraziare di cuore le persone che mi stanno supportando in questo percorso e vi chiedo di continuare a sostenermi ancora per qualche anno, in modo da poter concludere il ciclo di studi».

 

 

Anche Anisha Rai, 10 anni, fa parte del programma di Helpcode, ma vive a Tarachaur, Chuchepati, in una camera in affitto insieme alla sua famiglia. La madre lavora come operaia e il padre è stato un carpentiere, finché non s’è gravemente ammalato.

Grazie a chi lo sostiene a distanza, dal 2010, oltre al kit scolastico con tutto l’occorrente per la scuola, anche lui ha l’opportunità di prendere parte alle attività extracurriculari e alle gite. Poi ci racconta del sisma: «Per fortuna in quel momento non ero nella camera dove abitiamo io e la mia famiglia, che è crollata. Finché l’appartamento non tornerà agibile, continuerò a vivere in una tenda fornita da Helpcode a Tarachaur. Dopo due mesi e mezzo di chiusura, la scuola è finalmente stata riaperta».

Dopo l’emergenza, le nostre forze in ambito educativo sono concentrate verso la ricostruzione degli edifici scolastici crollati, senza perdere di vista tutti i TLC costruiti in questi mesi, che stanno per essere “invernalizzati”, cioè foderati a prova di freddo.

Una sorta di “cappotto” per proteggere i bambini dal vento e dalla pioggia. Grazie a un rivestimento di 6mm di compensato lungo la superficie interna e all’installazione di infissi di metallo e fibra di vetro, le aule saranno termicamente isolate e, allo stesso tempo, luminose, grazie alle ampie finestre da cui entrerà la luce del sole.

E Anisha aggiunge: «Vorrei ringraziare ancora una volta chi mi sostiene da tanti anni, permettendomi di completare gli studi: senza di voi non sarebbe stato lo stesso».

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