Il 25 gennaio 2015 è stata una data importante per lo Zambia. Dopo settimane di accese polemiche Edgar Lungu è stato infatti eletto nuovo Presidente della Repubblica. Lungu, che ha dovuto superare molte divisioni all’interno del suo stesso partito –il Fronte Patriottico- ha sconfitto di misura il candidato del Partito Unito per lo Sviluppo Nazionale Hakainde Hichilema nella competizione elettorale tenutasi a seguito della morte del predecessore Michael Sata avvenuta nel mese di ottobre dello scorso anno.  Lungu, che nella precedente legislatura era a capo sia del ministero della Giustizia che di quello della Difesa, porterà a termine il mandato del predecessore Michael Sata fino alle prossime elezioni, che si terranno alla fine del 2016. Lungu, ha ottenuto il 48,3% dei voti mentre il suo sfidante Hichilema, ricco uomo d’affari ed economista, ha ricevuto circa il 46,7% dei voti.

L’affluenza al voto è stata decisamente bassa, solo il 30% degli aventi diritto al voto si è infatti recato alle urne. Le forti piogge che hanno imperversato sul paese nelle ultime settimane e che hanno rallentato, ed in alcuni casi impedito, la consegna delle urne elettorali specie nelle aree più remote del paese, hanno probabilmente influito sul regolare svolgimento delle elezioni. Non di questo avviso Il leader dell’opposizione Hichilema il quale, condannando aspramente i risultati, ha parlato di  un vero e proprio “voto fraudolento”. Nkosazana Dlamini-Zuma, presidente della Commissione dell’Unione Africana, si è invece congratulata con lo Zambia per “aver organizzato un’elezione esemplare, di successo e pacifica”.

Al di là delle polemiche seguite al voto rimangono le ambiziose promesse fatte durante la campagna elettorale dal neo-presidente, di difficile attuazione data la delicata situazione di un paese, lo Zambia, in cui gran parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e in cui il tasso di disoccupazione urbana è in continuo aumento. L’intenzione è quella di dare seguito ai programmi di sviluppo sociale ed economico avviati da Sata, tra cui il miglioramento del sistema educativo, dell’informazione e del welfare. Ulteriori misure riguardano la riduzione del prezzo della benzina e soprattutto della farina di granoturco, che rappresenta uno degli elementi base dell’alimentazione della popolazione. Le coperture necessarie all’attuazione del programma potrebbero provenire dall’aumento delle imposte sui proprietari delle miniere di rame, che –come ha ricordato Lungu durante la cerimonia di insediamento- non pagano tasse commisurate alla loro produzione. I maggiori introiti derivanti da questa politica fiscale, se da un lato permetterebbero di garantire al governo la possibilità di provvedere quantomeno ai servizi sociali di base, dall’altro si teme possano disincentivare gli investimenti nel settore, uno dei pilastri industriali dello Zambia, divenuto negli ultimi anni uno dei dieci paesi africani con l’economia in più rapida crescita.

A Chipata la gente, se da un lato si lamenta dei continuo aumento del costo della vita, dall’altro sembra nutrire una certa fiducia sulla capacità del governo di tradurre i trend di crescita in miglioramenti concreti nella vita quotidiana delle persone.

 

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