Beira e la provincia di Sofala sono le zone colpite con più violenza dal ciclone Idai. Qui è concentrata la maggior parte degli aiuti della comunità internazionale e anche noi di Helpcode siamo presenti a Beira, dove si trova una delle nostre sedi in Mozambico, per gestire la situazione di emergenza.
Ci sono però altre aree del Paese devastate dal ciclone, aree più remote in cui siamo impegnati da anni. È fondamentale intervenire anche qui e, per questo, stiamo facendo dei sopralluoghi per capire quali sono i bisogni più urgenti.

 

Ciclone Idai: la situazione del distretto di Gorongosa

“Nella mia casa vivevamo io, mia moglie, mia figlia, i miei tre nipoti e mia mamma. Il ciclone ha però completamente distrutta la casa”. Così ci ha accolto Mateus Ricardo al nostro arrivo a Tazaronda. Mateus è un ex sostenuto a distanza con Helpcode e le sue parole ci hanno fatto subito capire che nel distretto di Gorongosa il quadro è tutt’altro che roseo, pur se meno tragico rispetto ad altre parti.

 

Una foto di Mteus Ricardo, ex sostenuto Helpcode, con la sua bambina

Mateus Ricardo con sua figlia. Nonostante tutto, non perde il sorriso

 

Fuori dalla cittadina di Gorongosa, nella Serra, le persone sono rimaste di fatto senza abitazione perché il fortissimo vento ha scoperchiato tutti i tetti. In questa stagione manca la paglia per ricostruirli e il Governo distrettuale è in attesa di un intervento dell’INGC, la Protezione Civile mozambicana.

In totale, le persone colpite dal ciclone nel distretto di Gorongosa sono 3.000 e due aree sono ancora isolate: una a Sud-Est, al confine con il distretto di Nhamatanda, per l’esondazione del fiume Púnguè; una a Nord, a Casa Banana, dove alcune comunità beneficiare del nostro progetto “Resilienza a Grongosa” sono completamente allagate per lo straripamento di due fiumi che, di norma, sono piccoli ruscelli.
Entrambe queste aree fanno parte del Parco Nazionale di Gorongosa. Gli operatori del Parco sono stati i primi a intervenire e portare aiuti alla popolazione, pur dovendo superare numerose difficoltà.

 

Ciclone Idai: le scuole del distretto di Gorongosa

Molte scuole del distretto di Gorongosa sono state danneggiate, anche quelle che, con il tuo aiuto, abbiamo costruito con Helpcode.
I dati forniti dal governo distrettuale parlano di 17 edifici scolastici lesionati, nello specifico: 46 aule, 6 segreterie, 9 bagni e 7 case per gli insegnanti. Le scuole sono comunque rimaste aperte. I direttori degli istituti e gli insegnanti stanno facendo il possibile per garantire lo svolgimento delle lezioni, ma le aule sono rimaste senza tetto e quando piove bisogna lasciare gli alunni a casa, come è già successo a Tambarara e Tazaronda.

 

La scuola di Tambarara con il tetto scoperchiato per la furia del vento

La scuola di Tambarara

L'interno delle aule della scuola di Tambarara dopo il passaggio del ciclone Idai.

L’interno delle aule delle scuola di Tambarara

 

Ciclone Idai: emergenza alimentare nel distretto di Gorongosa 

La produzione agricola nel distretto di Gorongosa è compromessa. L’estensionista governativo, l’agronomo referente per la zona di Vunduzi, ha stimato che l’85% della superficie agricola è rovinata.
La popolazione al momento sta sopravvivendo solo grazie alle uniche colture scampate alla furia del ciclone: zucche, cetrioli e pochissime pannocchie di mais. Fino al mese di settembre inoltrato, o a inizio ottobre, bisognerà far fronte a un’emergenza alimentare piuttosto grave.
Anche nel distretto di Maringué i raccolti sono andati perduti, inasprendo la sofferenza di un’area già soggetta in tempi recenti a scarsa disponibilità di cibo.

 

Un campo di mais devastato dal passaggio del ciclone Idai

Lo stato delle coltivazioni di mais dopo il passaggio del ciclone Idai

Piante di mais rovinate dal passaggio del ciclone Idai.

Le piante di mais rovinate dai forti venti.

Stiamo provando a contattare il governo di Maringué per comprendere lo stato delle scuole del distretto. Inoltre, abbiamo programmato un sopralluogo a Nhamatanda per proseguire con la verifica delle situazioni di emergenza delle aree più isolate del Paese.

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