L’impatto dei cambiamenti climatici e gli eventi estremi sono i più grandi problemi che affliggono le bambine e i bambini del sudest asiatico, secondo il Direttore Regionale dell’Unicef per il Sud Est Asia, Jean Gough.
La Cambogia si trova al 15° posto della graduatoria UNESCAP che classifica i Paesi in base alla media di catastrofi naturali che si verificano per milione di abitanti e per mille km2 di superficie. In altre parole, è uno dei territori più esposti ai disastri naturali.

 

Proprio in Cambogia recentemente si sono abbattute piogge monsoniche che hanno causato violente inondazioni e hanno messo in ginocchio oltre 175.000 famiglie. Anche se gli allagamenti stanno iniziando a ritirarsi, il Comitato Nazionale per la Gestione dei disastri (NCDM) segnala in un report del 26 ottobre come le morti per annegamento nel Paese siano ancora in notevole aumento. Al momento 46 persone, di cui 26 bambini, sono morte a causa delle inondazioni. L’alta mortalità infantile è causata dal lasciare bambine e bambini senza supervisione, da soli a giocare senza saper nuotare e senza conoscere i pericoli che si corrono ad avvicinarsi ai corsi e ai bacini d’acqua.

 

Photo Khmer Times

 

L’annegamento infantile in Cambogia è un’epidemia silenziosa. Le bambine e i bambini morti ogni giorno per annegamento sono circa 5 (fonte OMS) in un territorio attraversato ovunque da fiumi, canali e risaie.
Per questo, dal 2018 Helpcode e SWIM Cambodia hanno attivato un programma di prevenzione dell’annegamento infantile, supportato anche dalla Fondation Princesse Charlène de Monaco per i prossimi 3 anni. Lo scopo è sensibilizzare giovani, famiglie e comunità alla sicurezza in acqua, in modo da ridurre e prevenire i tanti incidenti legati all’annegamento che interessano la Cambogia e da dare più sicurezza e consapevolezza a bambine e bambini quando sono intorno o dentro a un bacino d’acqua.
Attraverso un programma realizzato su misura, bambini, adolescenti e adulti acquisiscono competenze specifiche sulla sicurezza in acqua e sulla rianimazione cardiopolmonare.

 

Ora, il programma del corso è stato adattato per rispondere ai problemi generati dalle recenti inondazioni che hanno colpito la Cambogia e dalla pandemia di COVID-19.
Per ridurre la diffusione del contagio e minimizzare i rischi per studentesse e studenti delle zone colpite da inondazioni, il Ministero dell’Istruzione cambogiano ha infatti chiuso tutte le scuole del territorio nazionale per un lungo periodo di tempo ed è prevista una riapertura solo a gennaio 2021. È importante però che i corsi di prevenzione all’annegamento non si fermino, per questo abbiamo realizzato una serie di video pubblicati sui social media e indirizzati alle comunità locali.

 


Un momento dei corsi di prevenzione all’annegamento

 

È dimostrato che la formazione sulla sicurezza in acqua e sulla rianimazione cardiopolmonare migliorano la consapevolezza dei rischi nascosti nei corsi e nei bacini d’acqua e riduce danni e incidenti relativi.
I corsi di prevenzione all’annegamento che portiamo nelle scuole e nelle comunità cambogiane riducono e prevengono gli annegamenti. Non solo, per via indiretta contribuiscono a costruire la resilienza della collettività: bambine e bambini partecipano attivamente al processo di apprendimento con pieno coinvolgimento tanto dei maschi quanto delle femmine; la consapevolezza generale dei pericoli nascosti nell’acqua aumenta; sia tra piccoli che tra grandi, è accresciuta la capacità di affrontare i continui cambiamenti climatici e i relativi impatti, i disastri naturali e le devastazioni causate dell’uomo, che ora rappresentano il più grande pericolo per la Cambogia insieme alla pandemia, un mix che ha già provocato la perdita dei mezzi di sussistenza e della vita per centinaia di persone.

 

Abbiamo parlato approfonditamente del fenomeno dell’annegamento infantile e del nostro progetto in Cambogia in una puntata degli Helpcode Talks in diretta su Facebook. Puoi rivedere il video qui:

 

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