Dallo scoppio del conflitto tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le Forze di sostegno rapido (RSF) nell’aprile 2023, il Sudan sta affrontando una delle più gravi crisi di sfollamento di popolazione mai registrate fino ad oggi. Un numero considerevole di sudanesi è stato costretto ad abbandonare le proprie case per cercare rifugio sia in Sudan che nei paesi vicini, come la Libia, il Ciad e l’Egitto.
Secondo il rapporto dell’UNHCR (agosto 2025), circa 258.000 rifugiati sudanesi sono entrati in Libia passando per Al Kufra. Si stima che le donne rappresentino circa il 44% di questa popolazione di rifugiati, che è ospitata in rifugi militari o in abitazioni rudimentali costruite con mattoni e paglia.
La situazione generale in materia di servizi igienico-sanitari e di accesso all’acqua nel comune di Al Kufra rimane mediocre, il che incide sia sui rifugiati che sulla comunità ospitante.
Con l’aumento della popolazione rifugiata, la pressione sulle risorse già limitate del comune si accentua. I servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, l’acqua, i servizi igienico-sanitari e l’igiene (WASH), così come altre infrastrutture di base, funzionano al di là delle loro capacità.
Dopo la riuscita attuazione dell’intervento WASH ad Al Kufra, finanziato dal Cantone di Ginevra, è emersa la necessità di una seconda fase, incentrata sulla qualità e la disponibilità dell’acqua.
Ciò è stato confermato da una rapida valutazione dei bisogni condotta sul campo in agosto e settembre 2025, in coordinamento con il comune di Al Kufra, le autorità locali e l’ufficio sanitario di Al Kufra facente capo al Ministero della Salute. La prima conclusione della valutazione riguardava il centro di salute materna e di assistenza al parto e sottolineava gravi preoccupazioni riguardo alla qualità e alla pulizia dell’acqua nella struttura. La seconda si concentrava sulla disponibilità di acqua in una zona agricola che ospita circa 80 famiglie di rifugiati sudanesi. Queste persone dispongono di un pozzo e di serbatoi di stoccaggio, ma a causa delle frequenti fluttuazioni e interruzioni di corrente, l’accesso all’acqua non è sempre garantito.
Attività del progetto
Beneficiari
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Finanziatori
Partner di progetto

Rossella Semino
Responsabile progetti Tunisia e Libia