Cari lettori,

questo è il secondo aggiornamento dopo le devastanti inondazioni che il 26 agosto hanno colpito il Nepal (leggi qui il primo).

Il nostro Direttore Programmi Alessandro Guarino è atterrato questa mattina a Kathmandu per essere al fianco dei colleghi e raccogliere insieme a loro informazioni sui bisogni delle comunità colpite.

L’emergenza ha già assunto proporzioni drammatiche: 903 persone hanno perso la vita e circa 4.200 risultano ancora disperse. Oltre 10.000 persone sono state soccorse e si stima che circa 93.000 persone siano state colpite o si trovino a rischio.*

Ma i numeri, purtroppo, crescono ogni giorno.

L’onda di piena ha attraversato un’area di circa 60–100 chilometri, colpendo diversi distretti lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli e danneggiando abitazioni, strade, ponti, scuole e infrastrutture.

Se hai un sostegno a distanza te lo starai chiedendo: i bambini del programma di sostegno a distanza di Helpcode stanno tutti bene. Non abbiamo notizie di danni alle scuole o alle comunità in cui siamo presenti. 4 delle 10 scuole in cui Helpcode lavora a Chitwan, si trovano vicino al fiume e sono state chiuse in via precauzionale.

La situazione resta fragile. I collegamenti nel Paese sono molto difficili. Alcune aree restano ancora irraggiungibili. A Kathmandu stanno arrivando centinaia di persone che hanno perso terra e casa e che ci hanno detto di ritenersi fortunati, racconta Guarino. Purtroppo c’è chi ha perso pezzi di famiglia e sono molti gli orfani. Per il momento queste persone sono ospitate in scuole e monasteri e chissà quando riusciranno a far ritorno al loro villaggio.

In questo momento, la priorità è capire cosa sta succedendo sul terreno.

Il pericolo di nuove frane è reale e anche per questo il governo sta contingentando l’accesso alle aree colpite. Alessandro ci ha appena aggiornate che lui e i colleghi si stanno organizzando per mettersi in viaggio nei prossimi giorni.

Le prime azioni che prevediamo ma che potrebbero anche variare se fosse necessario, sono: distribuire beni di prima necessità, garantire l’accesso ad acqua potabile e a servizi igienici adeguati per prevenire la diffusione di malattie e, appena sarà possibile, dare continuità alle attività scolastiche e garantire supporto psicosociale ai bambini delle aree colpite, non lontane dalle nostre tradizionali aree di intervento.

Per supportarci in questa fase delicata, è possibile donare al fondo emergenze Helpcode, pensato proprio per intervenire tempestivamente in situazioni critiche e improvvise come questa.

Continueremo ad aggiornarvi dal campo.

Grazie,

Mina

Gelsomina Vitiello

Responsabile Raccolta Fondi