A Balaju, quartiere di Kathmandu, si trova la Bal Kalyan Primary School (NKR), una delle due scuole (tra quelle che sosteniamo nella capitale) dichiarate inagibili a causa del terremoto del 25 aprile scorso. Mentre nel caso dell’altra scuola, la Bal Bikash Secondary School (NKI), è stato possibile costruire rapidamente una struttura temporanea e far tornare in classe gli studenti, per i piccoli di Balaju la situazione è molto più difficile.

La scuola è situata in uno slum, in un’area della città dove non si riesce a trovare la collocazione adatta per la struttura scolastica temporanea. Le case e i ripari in legno e lamiera si susseguono tutto intorno e uno spazio per l’eventuale costruzione del TLC si ha solo accanto al fiume, dove questo sarebbe esposto ad altri rischi.

 

 

Insieme ai partner e alle autorità locali, stiamo cercando di trovare una soluzione per restituire a questi bambini la possibilità di andare a scuola. Da parte loro, i piccoli studenti non si sono lasciati scoraggiare e per il momento hanno ripreso le lezioni nella struttura normalmente riservata alle assemblee di quartiere.  Siamo andati a trovarli e li abbiamo trovati impegnati e sorridenti, nonostante le condizioni della struttura fossero molto compromesse: la stanza aveva subito danni a causa del terremoto e, anche se non c’era pericolo di ulteriori crolli, le macerie erano in gran parte rimaste a terra, proprio dove i bambini poggiavano le loro stuoie per sedersi a leggere, scrivere e ascoltare gli insegnanti.

Come primo passo, abbiamo quindi sgomberato la struttura da tutte le macerie e ne abbiamo cementato il pavimento. Poiché il fiume dista poco meno di 30 metri, abbiamo ritenuto indispensabile per la sicurezza degli alunni anche recintare l’area circostante con una rete. Nelle prossime settimane, ci dedicheremo invece allo studio di un intervento definitivo di ristrutturazione della scuola ora inagibile.

Grazie all’aiuto dei nostri sostenitori, siamo certi che anche per i bambini di Balaju sarà presto possibile tornare a scuola in un luogo adeguato e protetto: da parte nostra ce la mettiamo tutta, abbiamo già realizzato 18 dei primi 36 TLC in programma e siamo all’opera per raggiungere il maggior numero possibile di beneficiari.

Il Nepal ha ancora bisogno di noi, non dimentichiamolo! 

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