Il 25 ottobre è arrivata nei nostri uffici di Sihanoukville, Viola Marchi, studentessa milanese che ha deciso di svolgere con Helpcode il suo tirocinio formativo. Frequenta l’ultimo anno della facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore dove si laureerà con una tesi in relazioni d’aiuto e cooperazione internazionale.

Durante la prima parte del suo stage Viola ha seguito lo staff di Helpcode, impegnato nella raccolta dei dati relativi ai bambini sostenuti nelle scuole delle più remote aree della provincia di Sihanoukville ed  isole, per poi aiutare lo staff nella preparazione del materiale scolastico da distribuire a tutti gli studenti. È stata poi individuata una scuola, tra quelle sostenute da Helpcode, che da due anni ospita il progetto Shine Cambodia, un dopo scuola che offre gratuitamente lezioni pomeridiane a bambini provenienti dal villaggio di Oh Tres e dalla zona rurale circostante.

Viola ha lavorato con loro tenendo quotidianamente tre ore di lezione di inglese e laboratori artistici a una classe di 33 bambini di prima e seconda elementare. Il suo tirocinio si è concluso dopo 50 giorni di impegnativo ma proficuo lavoro. Ringraziamo Viola per l’ottimo lavoro svolto augurandole una felice conclusione dei suoi studi.

“Ho cominciato il mio tirocinio seguendo lo staff di Helpcode in tutte le scuole in cui lavorano per raccogliere I dati dei bambini sostenuti. Ne abbiamo visitate più di venti e di ognuna ricordo qualche particolare ma nessuna faceva la differenza. Le giornate erano tutte uguali, si partiva di primo mattino per qualche scuola dal nome impronunciabile, possibilmente spersa per la campagna più remota. Tutti parlavano solo Khmer fino a quando qualche insegnante temerario non si faceva avanti provando a intavolare una conversazione in un inglese traballante per poi allontanarsi sorridendo facendomi intendere che aveva capito la metà delle mie parole e io mi sentivo lontana da tutto. I bambini erano la vera meraviglia, ma erano talmente tanti e le mie visite troppo veloci che non facevamo in tempo a batterci il cinque che dovevo già andarmene.”

Poi, dopo ormai un mese di attività sono capitata quasi per caso nella scuola di Oh Tres, a 12 km da Sihanoukville, e li finalmente ho trovato il posto in cui avesse senso lavorare. In questa scuola infatti viene ospitato da due anni il Progetto Shine Cambodia, dopo scuola pomeridiano gratuito per I bambini del villaggio di Oh Tres e dintorni. Qui ho cominciato a insegnare inglese alla classe dei più piccoli passando la prima settimana a rincorrerli per cercare di farli stare in aula o tirandoli giù per i piedi dalle grate dalle finestre, ma soprattutto pensando che forse era meglio girare per le scuole e che l’insegnamento, mai fatto prima era meglio lasciarlo a qualcun altro.

 

 

Il senso del mio stare lì me l’ha svelato inconsapevolmente Daiah, una delle mie studentesse più piccole. Un giorno a metà lezione arriva suo fratello più grande, deve riportarla a casa prima perché ha qualche lavoro da sbrigare per la famiglia. Succede spesso e ormai non mi stupisco più ma Daiah comincia a piangere attaccandosi alla porta dell’aula per non andare via.

Questa scena e il più grande insegnamento che porto con me. 

Qui l’istruzione è la chiave di volta, significa darsi un’opportunità per il proprio futuro. Vuol dire provare a cambiare la storia che da sempre si ripete uguale in quasi tutte le famiglie cambogiane, troppo impegnate per forza di cose ad arrivare a fine giornata per permettersi di sperare in un futuro nuovo. Ci sono bambini che ne sono consapevoli fin da piccoli, altri no ovviamente e lo capiranno più avanti, per tutti loro credo abbia un grande valore investire il proprio tempo, senza avere la pretesa di essere io quella che cambierà il loro futuro ma facendo del mio meglio perchè il piccolo pezzetto che ho avuto la fortuna di curare dia il risultato migliore possibile. Le soddisfazioni poi sono infinite, riparto grata dell’esperienza che ho potuto vivere e orgogliosa di averli sentiti cantare tutto l’alfabeto.”

Viola Marchi

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