La situazione di tensione e di guerriglia che tiene il Mozambico con il fiato sospeso da quasi due anni, potrebbe migliorare. Sono mesi che le due principali fazioni Frelimo (al Governo) e Renamo (forza di opposizione) cercano invano un accordo. Ora pare che i dialoghi, quasi quotidiani, che intercorrono da mesi, abbiano portato a un primo risultato.

Gli scontri si concentrano nella parte Centrale del Paese, nella provincia di Sofala, dove Helpcode è presente dal 1989. La situazione in quest’area è particolarmente drammatica. Ogni giorno la vita delle persone civili è a rischio per gli attacchi che si susseguono tra forze governative e i guerriglieri della Renamo. Ma non solo, mesi di guerra non hanno consentito la coltivazione dei campi e il raccolto non c’è stato.

A maggio e giugno solitamente si miete e quest’anno non c’è stato nulla da tagliare. Le scorte alimentari sono finite e la popolazione, e soprattutto i bambini, soffre pesantemente.

Il 15 ottobre ci saranno le nuove elezioni e la Renamo reclama l’attuazione degli accordi della pace firmata nel 1992 che mise fine a una sanguinosa guerra civile durata quasi 20 anni.

La Renamo reclama l’integrazione dei guerriglieri nell’esercito regolare  e nelle forze di polizia e chiede il reinserimento socioeconomico dei guerriglieri che non erano idonei a far parte dell’esercito perché mutilati o invalidi.

Interessi economici, influenze di Paesi stranieri e di multinazionali che puntano alle risorse energetiche del Mozambico e stipulano accordi con il Governo, tengono conto delle esigenze della popolazione e soprattutto dei giovani? Si pensa realmente al loro futuro? Alla salvaguardia del territorio?

Domande la cui risposta è scontata. Ci auguriamo però che le due principali forze trovino un accordo per il bene della popolazione e perché i nostri bambini possano crescere nella pace e non in mezzo alla violenza.

Per il bene della popolazione civile, e soprattutto dei più innocenti, i bambini, ci auguriamo che la strada dell’accordo venga percorsa fino in fondo.

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