Nei distretti rurali di Magude, Moamba e Manhiça, nel cuore della Provincia di Maputo, in Mozambico, il progetto “Dal campo al mercato (C2M)”, realizzato da Helpcode con il finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e il contributo di partner tecnici e istituzionali (Novamont S.p.A., Gnucoop, Associação Nacional de Jovens Empresários, Direzione Provinciale Agricoltura e Pesca), ha avviato la trasformazione del settore agricolo attraverso un approccio multidimensionale. In particolare, C2M integra interventi infrastrutturali, formativi e di accompagnamento al mercato. Lavora nello specifico:
Il progetto è nato per promuovere un modello agricolo resiliente, che migliori in modo duraturo la qualità di vita delle famiglie. “Dal campo al mercato” ha voluto rafforzare la sicurezza alimentare, la stabilità socio-economica e l’adattamento al cambiamento climatico, attraverso l’aumento della produttività, la riduzione delle perdite e il miglioramento delle competenze tecniche, con un’attenzione specifica a giovani e donne. Oltre 1.100 piccoli produttori e 76 giovani, per il 50% donne, hanno già beneficiato di opportunità concrete di formazione, tirocinio e avvio professionale.
Se gli indicatori tecnici parlano di sistemi di irrigazione installati, sementi migliorate, strutture di stoccaggio e piattaforme digitali di filiera, le interviste ai partecipanti restituiscono il volto umano del progetto: storie di apprendimenti nuovi, ambizioni professionali e un desiderio condiviso di portare sviluppo nelle proprie comunità.
Le testimonianze raccolte mostrano un dato comune: per molti giovani, C2M ha rappresentato la prima vera occasione di formazione agricola strutturata, capace di collegare teoria, pratica e visione imprenditoriale.
Molti partecipanti non avevano mai avuto accesso a tecniche moderne di produzione. Grazie alla formazione e al tirocinio, hanno appreso competenze oggi immediatamente spendibili:
Una parte significativa del gruppo ha acquisito anche competenze trasversali fondamentali per costruire attività sostenibili:
Per alcuni giovani, la trasformazione è stata immediata: Tomas, ad esempio, grazie al corso ha avviato il proprio orto e trovato un impiego stabile. Altri, come Paulo, sono entrati in contatto con realtà produttive avanzate, visitando aziende agricole in Sudafrica.
Quasi tutte le testimonianze sottolineano l’importanza dell’esperienza collettiva.
I partecipanti hanno valorizzato:
Alcuni raccontano sfide iniziali – differenze di abitudini, alimentazione, linguaggio tecnico – ma tutti dichiarano di averle superate grazie alla motivazione e al gruppo.
La formazione si è trasformata, in molti casi, in una vera esperienza di crescita personale, di apertura verso il nuovo e di rafforzamento dell’autostima.
La quasi totalità dei giovani intervistati vede il futuro in un’ottica collettiva: ciò che hanno imparato non è solo un patrimonio personale, ma un bene da restituire alla propria comunità.
I benefici più ricorrenti identificati dai giovani sono:
Molti intendono riprodurre nei propri villaggi orti, piccoli allevamenti, semenzai e pratiche sostenibili, facendosi promotori di un cambiamento che si autoalimenta.
Per alcuni, l’impatto è anche sociale:
Laura sottolinea che il progetto aiuta a ridurre situazioni di rischio, come furti e rapimenti, offrendo ai giovani occupazioni dignitose e strutturate.
Dalle interviste emerge una visione chiara: questi giovani non si vedono più come semplici produttori agricoli, ma come agenti di sviluppo locale, capaci di innovare la produzione e di guidare le comunità verso maggiore autonomia economica.
Molti hanno obiettivi concreti:
Il filo rosso che unisce tutte le voci è la gratitudine: verso i formatori, verso i colleghi, e verso un progetto che non ha solo trasferito competenze tecniche, ma ha aperto opportunità reali in contesti dove queste sono rare.
C2M ha contribuito all’avvio di un cambiamento profondo nelle aree rurali della Provincia di Maputo.
Le infrastrutture irrigue e la piattaforma digitale sono pilastri cruciali, ma la vera forza del progetto è nella capacità di formare giovani motivati, pronti a diventare protagonisti della filiera agricola moderna e responsabile.
Le loro storie mostrano che l’investimento in formazione tecnica mirata, sostenibilità ambientale e accompagnamento al mercato produce risultati tangibili:
più produttività → più reddito → più resilienza climatica → più fiducia nel futuro.
Il progetto ha tracciato dei primi solchi, e le tracce stanno già prendendo forma oggi, nei campi, negli allevamenti, e nelle mani delle donne e dei giovani che stanno trasformando la propria vita e quella delle loro comunità.