Informazioni sul progetto

La convivenza pacifica resta una sfida per la transizione democratica tunisina. La Tunisia ha assistito infatti a un aumento dei conflitti negli anni recenti, sia in forma di proteste politiche violente sia attraverso azioni di gruppi armati jihadisti (ad esempio, l’attentato al Museo del Bardo nel 2015). La situazione socioeconomica è tra le principali cause di questa conflittualità. Soprattutto tra i giovani e le donne, dove si toccano picchi di disoccupazione rispettivamente del 40% e del 23%, la disillusione e l’alienazione sono i sentimenti prevalenti dopo le grandi speranze del 2011.

 

Secondo dati ILO, il 32% dei giovani tunisini è NEET (non studia, non lavora né cerca un impiego), il doppio rispetto alla media europea. Su questo disagio fa leva una propaganda aggressiva dell’ISIS soprattutto tra chi vive nelle aree di Tunisi e nel sud del Paese.  La mancanza di lavoro e di opportunità porta anche a un aumento delle migrazioni dalla Tunisia verso l’Europa: secondo il Ministero degli Interni italiano, nel 2019 i tunisini sono al primo posto tra i migranti arrivati via mare in Italia.

 

Per creare nuove possibilità, e prevenire così questi fenomeni, Helpcode ha attivato un progetto di formazione, lavoro e imprenditorialità per giovani e donne a rischio di emigrazione e disoccupazione in partnership con attori di sviluppo locali. Siamo convinti che avere opportunità sia il modo più efficace per uscire dalla marginalità economica e sociale e, quindi, per contrastare l’estremismo violento.

 

Per raggiungere questo obiettivo ci concentreremo su:

  • la formazione professionale e la promozione di attività generatrici di reddito per giovani e donne inoccupate (attività principale del progetto).
  • il coinvolgimento delle comunità, sviluppando programmi di tutoraggio locali e familiari;
  • la parità di genere e la valorizzazione delle donne.

I risultati che vogliamo raggiungere sono:

  • l’orientamento e la formazione professionale per giovani e donne delle aree a rischio;
  • l’avvio di start up per autoimprenditorialità giovanile nelle aree a rischio.

 

L’area a rischio a cui è rivolto questo progetto è prevalentemente l’area di Medenine, governatorato di circa 510.000 abitanti nel 2018, con un tasso di analfabetismo del 17,25% e un tasso di scolarizzazione secondaria del 31,44%, molto al di sotto della media nazionale. Qui la popolazione è occupata per la maggior parte nei servizi, tra cui il turismo, nell’industria manifatturiera e nell’industria agroalimentare, ma la ricerca di opportunità lavorative dà vita a una forte emigrazione, con un saldo migratorio negativo di oltre 4500 emigranti nel 2018. I destinatari del progetto sono giovani NEET dai 25 a 35 anni.

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Area d’intervento

Governatorato di Medenine, Tunisia


Costo dell'azione

25.000 €

Beneficiari
Giovani NEET dai 25 ai 35 anni (60% donne): 30 riceveranno formazione per avvio di una start up o attività auto imprenditoriale, 20 riceveranno uno start up kit )

20 collaboratori delle start up avranno nuove opportunità di lavoro (beneficiari indiretti)

Formatori e promotrici locali espanderanno network e potenzialità commerciali grazie alla partecipazione a fiere e corsi (beneficiati indiretti)

Finanziatori
8x1000 Tavola Valdese (2020)

Obiettivi generali
Prevenire l’estremismo violento tra le giovani e i giovani delle aree a rischio della Tunisia.

Obiettivo specifico
Offrire opportunità di formazione professionale e di reddito a giovani e donne a rischio di emigrazione e disoccupazione in Tunisia, grazie a partnership con agenzie di sviluppo locale e nazionale.

Risultati attesi

Le giovani, i giovani e le donne delle aree a rischio della Tunisia ricevono orientamento e formazione professionale.
Nelle aree a rischio della Tunisia sono avviate start up per autoimprenditorialità giovanile.


Partner di progetto
ODS – Office de Développement du Sud (Agenzia di sviluppo economico locale del Sud)

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