Informazioni sul progetto

Con la caduta del regime di Gheddafi, la Libia è entrata in una fase di caos che dura ormai da nove anni. Il 2019 ha registrato un’escalation del conflitto sia nel Sud del Paese che nella capitale Tripoli, con gli scontri che sono arrivati nelle aree urbane più popolose. L’uso di armi esplosive espone a un alto rischio gli abitanti delle città: nell’ultimo anno sono cresciute le vittime tra la popolazione civile, gli sfollati e i danni alle infrastrutture civili, comprese le strutture mediche.
Questa prolungata instabilità politica ed economica ha avuto un grave impatto sull’impianto governativo della Libia con un significativo peggioramento nell’erogazione dei servizi di base. Anno dopo anno, il benessere dei cittadini e gli standard di vita sono stati erosi, con gli individui più vulnerabili che si affidano sempre di più a strategie di coping negative.

 

Dal 2011, molti ospedali e centri sanitari libici sono stati abbandonati danneggiati o distrutti dagli scontri a fuoco e dai bombardamenti. L’assistenza sanitaria è limitata dalla mancanza di personale medico, dai danni strutturali e dalla carenza di medicinali. Le milizie armate, che proliferano ormai in tutta la Libia, hanno saccheggiato le forniture mediche e le attrezzature rimaste, prendono di mira il personale sanitario e gli operatori umanitari, e impediscono a medici e infermieri di raggiungere i pazienti, che sono spesso target dei raid. Vengono segnalati molti casi di attacchi al personale medico e alle strutture, che hanno spesso come conseguenza la sospensione dei servizi ancora attivi.

 

La situazione della sanità libica è drammatica. La crisi del Paese ha prodotto circa 1,5 milioni di sfollati e oltre 1 milione di persone che hanno bisogno di aiuto. Circa il 24% dei cittadini libici però, e l’80% dei migranti e dei rifugiati, dichiarano di avere difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria. I centri rimasti aperti, oltre alla mancanza di medicine, attrezzature ed equipaggiamento, oltre, spesso, ai danni strutturali, oltre alla carenza di personale, devono far fronte a un sovraccarico di pazienti e a disservizi dovuti alla mancata manutenzione.

 

Nel distretto di Ghat (Regione del Fezzan all’estremo Sud-Ovest, al confine con l’Algeria) c’è stato un massiccio afflusso di sfollati interni, con un conseguente aumento della domanda dei servizi di base. Il sistema sanitario locale però non è adeguato neppure per la popolazione residente: solo 1 ospedale e 2 centri di assistenza primaria sono al momento attivi nell’area.

Nel distretto di Zawya (la quinta città più popolosa della Libia, a 45 km da Tripoli) la situazione è molto precaria data la vicinanza con le zone in conflitto. La popolazione residente non ha accesso alle cure e molti pazienti impiegano oltre 1 ora per raggiungere l’ospedale più vicino.

 

Proprio in queste due distretti (Zawya e Ghat) Helpcode ha avviato un intervento per potenziare l’accesso ai servizi sanitari di base e migliorare le condizioni di vita della popolazione locale e migrante. Le azioni messe in campo per raggiungere questo obiettivo sono:

  • la riabilitazione di 4 ospedali e 3 centri di salute primaria tra Zawya e Ghat;
  • la fornitura di attrezzatura sanitaria, farmaci e beni di consumo per attivare i servizi ospedalieri e potenziare quelli già offerti dai centri sanitari preesistenti;
  • la formazione di personale medico e infermieristico libico sotto la supervisione dello staff dell’Ospedale Gaslini di Genova (partner tecnico del progetto).

 

In questo modo alla popolazione dei distretti di Zawya e Ghat saranno garantiti un maggiore accesso all’assistenza sanitaria e a cure di qualità. Attenzione particolare sarà posta verso le persone più deboli: sfollati interni, returnees (cittadini libici emigrati e ritornati nel Paese), donne incinta, neonati e bambini.

 

Data l’inaccessibilità dei teatri delle operazioni per gli operatori internazionali, Helpcode lavora in sinergia con la ONG locale ODP (Organisation of Development Pioneers), che ha una presenza capillare nelle varie aree della Libia ed esperienza di interventi di emergenza e riabilitazioni e attività di protezione umanitaria.

La sicurezza del personale, la pianificazione dei movimenti e il monitoraggio degli interventi saranno garantiti e gestiti da remoto attraverso l’utilizzo dell’app GINA.

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Area d’intervento

Distretti di Zawya e Ghat, Libia


Costi dell'azione: 1.690.000 €

Beneficiari
Popolazione dei distretti di Zawya e Ghat

Sfollati interni e returnees presenti a Zawya e Ghat
Personale medico e infermieristico libico
Migranti regolari e irregolari presenti a Zawya e Ghat

Finanziatori
Fondo Fiduciario per l’Africa (EU Trust Fund) dell’Unione Europea

Obiettivi generali
Migliorare le condizioni di vita delle comunità più vulnerabili della Libia, inclusi migranti e rifugiati, potenziando l’accesso ai servizi sanitari di base. 

Obiettivo specifico
Garantire l’accesso a un servizio sanitario di qualità per la popolazione delle municipalità di Ghat e Zawya.

Risultati attesi

Riabilitazione e miglioramento delle strutture sanitarie dei distretti di Ghat e Zawya e rifornimento di medicinali e attrezzature.
Formazione e capacity building del personale medico-infermieristico.
Sensibilizzazione su accesso alle strutture sanitarie per la popolazione libica, gli sfollati interni e i migranti.


Partner di progetto
Ufficio AICS di Tunisi
ODP (Organisation of Development Pioneers)
IRCCS Giannina Gaslini
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