Da fine 2013 il Distretto di Gorongosa, in Mozambico, è stato al centro di un aspro conflitto tra le forze governative (Frelimo) e quelle del principale partito di opposizione (Renamo). La firma dell’Accordo per la Cessazione delle Ostilità Militari, datato settembre 2014, ha fatto sì che fortunatamente non si registrassero più scontri fra le parti, ma il Mozambico vive un periodo piuttosto ambiguo della sua storia.

I due partiti politici continuano a scambiarsi reciproche accuse circa il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti nell’accordo sottoscritto. Il confronto riguarda in particolare l’integrazione dei guerriglieri nell’esercito regolare e nella polizia di Stato e una gestione della funzione pubblica che sia finalmente libera dai condizionamenti partitici. Sul primo punto, la Renamo, all’opposizione, reclama parità di rappresentanza nelle posizioni di comando delle forze armate, attualmente controllate in maniera maggioritaria dal partito al governo (Frelimo).

Per quanto riguarda invece la gestione della pubblica amministrazione, si attende ancora una proposta dettagliata da parte dell’opposizione.

A creare ulteriore tensione è stata la proclamazione (giunta il 15 gennaio 2015, dopo un processo postelettorale lungo e criticato) del candidato della Ferlimo Felipe Nyusi a Presidente della Repubblica.

Il risultato, pur validato anche dal Consiglio Costituzionale, è stato etichettato dal Presidente della Renamo, Afonso Dhalakama, come frutto di furti e inganni elettorali, cui la comunità internazionale non ha saputo né voluto reagire.

Di fronte al verdetto, il leader Renamo ha proposto che il suo partito governi nelle 6 province dove ha ottenuto la maggioranza assoluta, nonostante il quadro normativo non lo permetta. In alternativa, ha minacciato che “Nyusi non governerà in un ambiente tranquillo”.

Nel mese di febbraio, c’è stato un incontro fra Nyusi e Dhalakama a Maputo. In quell’occasione il Presidente della Repubblica ha invitato la Renamo a sottoporre al Parlamento una proposta di legge sulle autonomie regionali. Esistono quindi nuove speranze e spiragli di una pace definitiva e duratura in Mozambico. Nonostante il Parlamento abbia bocciato le proposte finora presentate dal partito dell’opposizione, i due Presidenti hanno, infatti, annunciato che realizzeranno un nuovo incontro nel mese di luglio per sottoscrivere un accordo che diventerà legge, in cui le parti si impegneranno ad avviare un processo di decentralizzazione dei poteri che porti all’elezione diretta dei Governatori delle Province.

Nel frattempo, il popolo mozambicano e tutti gli amici di questo paese stanno alla finestra, pronti a festeggiare il ritorno di una pace duratura.

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