A inizio aprile in Nepal la qualità dell’aria è diventata pessima, probabilmente la peggiore al mondo. Da metà novembre si sono susseguiti 2.000 incendi boschivi, 524 sono ancora attivi, che hanno avvolto la nazione himalayana in una coltre di fumo, ceneri e polvere brunastra.

 

Le foreste in fiamme

Gli incendi boschivi in Nepal sono comuni, soprattutto durante la stagione secca che, di solito, va da aprile a giugno, quando inizia il monsone. Quest’anno però, già da fine dicembre si sono innescati focolai al suolo o situazioni di fuoco strisciante che hanno dato il via in anticipo agli incendi boschivi, con un’enorme perdita di biodiversità. Tutti i 77 distretti nepalesi sono stati colpiti e uno smog denso, prodotto dalla combustione delle foreste, ha inghiottito una vasta area del Nepal centrale rendendo pessima la qualità dell’aria. L’inquinamento atmosferico è salito a livelli senza precedenti e, al momento, nessuna misura sembra essere in grado di abbassarlo.

Gli esperti delle Nazioni Unite ritengono che questo genere di fenomeni siano ormai inevitabili a causa degli inverni più secchi che il Nepal affornta a causa del mutamento del clima del pianeta.

Chi ha problemi respiratori come asma, bronchite cronica o un enfisema, rischia gravi ripercussioni sulla salute, così anche i bambini e gli adolescenti.  La flora e la fauna hanno già subito grandi danni.

 

A Kathmandu manca l’aria

La rapida urbanizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture che interessa il Nepal provocano enormi livelli di inquinamento, soprattutto a Kathmandu e nella valle in cui la capitale è situata. A questo fenomeno è associato l’aumento di malattie legate all’esposizione cronica all’aria inquinata, come malattie polmonari, malattie cardiache e tumori.

I nostri colleghi in Nepal ci hanno raccontato che a Kathmandu in questo periodo si sono registrati per ben 10 volte valori superiori al limite definito dall’OMS per la qualità dell’aria, che è stata classifica per questo come l’aria peggiore al mondo.

 

Le scuole di Kathmandu –  tra cui quelle sostenute da Helpcode e frequentate da oltre 3.200 alunne e alunni, di cui 360 con il sostegno a distanza – sono state chiuse per alcuni giorni dopo che la qualità dell’aria aveva raggiunto livelli pericolosi.

 

Permetti alle bambine e ai bambini delle scuole di Kathmandu di continuare a studiare e di farlo in sicurezza

 

Dona ora

 

Doppia emergenza

A seguito anche della riapertura delle frontiere con l’India, i casi di COVID-19 continuano ad aumentare nel paese, soprattutto a Kathmandu e nelle altre aree densamente popolate.

La pandemia continua a colpire forte e a incidere duramente sui mezzi di sussistenza della popolazione e sull’accesso all’istruzione delle bambine e dei bambini nepalesi.

L’inquinamento atmosferico provocato dai numerosi incendi che colpiscono il Nepal è arrivato come un’emergenza su un’emergenza.

 

È difficile prevedere con esattezza che impatto avranno la pandemia e i disastri naturali sulla nazione himalayana nel 2021. Le proiezioni prevedono però un forte aumento delle bambine e dei bambini che saranno colpiti nel loro percorso di apprendimento dalla chiusura delle scuole per la pandemia e dagli effetti dei disastri naturali, che ne pregiudica ulteriormente la possibilità di avere forme di didattica alternativa. L’UNICEF stima che almeno 1,4 milioni di persone, tra cui oltre 568.000 bambini, subiranno l’impatto negativo di questa doppia emergenza. E dopo un 2020 in cui 8 milioni di bambine e bambini non sono potuti andare a scuola e il paese ha subito pesanti ripercussioni sui posti di lavoro.

 

Aiutaci a riportare più bambine e bambini possibile nelle classi delle 5 scuole di Kathmandu che sosteniamo, con

  • 15 euro: acquisti un kit di mascherine e materiale igienico per prevenzione Covid19
  • 25 euro: kit didattici per i bambini che studiano a casa
  • 50 euro: rimboschimento presso le scuole

 

Dona ora

 

Condividi:

Last edit: