“Siamo educatori ed educatrici, sogniamo la crescita, lottiamo per la trasformazione.

Nonostante gli attacchi, la paura, le tensioni politiche, abbiamo sogni e prospettive. Ci sforziamo di pensare: che tipo di educazione proporre ai bambini per sviluppare la cultura della pace? Nella società siamo di fronte alle differenze: siamo disposti a vedere ed ascoltare realmente l’altro?

Quando c’è violenza non ci può essere un bel finale. Insieme impariamo: a considerare la cause profonde dei conflitti che viviamo, ad attivare molteplici fonti di aiuto per ricercare soluzioni, a non considerare gli altri come una squadra avversaria ma come una risorsa per creare qualcosa di migliore e più grande. Ci aiuta anche alimentare la bellezza, prenderci cura e ornare le nostre scuole, piantare fiori e semi, raccogliere i frutti del nostro lavoro, valorizzare spazi di dialogo.

Diverse strade ci hanno condotto a Gorongosa per scambiare le nostre esperienze e apprendere gli uni dagli altri. Ritorniamo alle nostre comunità con l’impegno di moltiplicare quello che abbiamo vissuto. Il cammino continua, con la stessa forza.”

Queste parole nascono dall’incontro di 20 insegnanti delle 10 scuole primarie dell’area più colpita dal riaccendersi delle tensioni politico militari in Mozambico negli ultimi tre anni.  La scorsa estate questi insegnanti hanno partecipato al corso di formazione sulla “Cultura della Pace”, realizzato a Vila de Gorongosa da Helpcode, nell’ambito del progetto Ricomincio da te.

 

 

Quando ci è stato chiesto come Scuola di Pace di Monte Sole di collaborare a questo progetto, mai ci saremmo immaginate che cosa potessero generare questi pochi giorni insieme. All’ombra di un mango ci siamo seduti in cerchio, quello è diventato lo spazio del nostro incontro. Una domanda iniziale ricorrente è stata: Come posso parlare di cultura di pace a bambini che non possono andare a scuola a causa di tensioni politiche?. Molti maestri insegnano in scuole che sono state riaperte da poco o che sono ancora chiuse per ragioni di sicurezza. Hanno raccontato la loro angoscia, la vulnerabilità cui si sentono esposti, il desiderio di normalità. Così abbiamo iniziato a metterci in gioco, presentandoci, situandoci, condividendo inquietudini e sogni. Giorno dopo giorno è cresciuta la confidenza e il coinvolgimento nel gruppo con grande impegno di pensiero comune. L’esperienza al villaggio di Nhambira, dove maestre e maestri hanno coinvolto i bambini in giochi cooperativi, è stata la conclusione del corso, ma anche l’inizio di nuove pratiche di scambio tra insegnanti. Ad oggi, alcuni gruppi di prossimità si sono riuniti più volte, hanno inventato nuove attività e le stanno sperimentando nelle loro scuole e in quelle dei colleghi.

A ottobre il gruppo al completo si è incontrato nuovamente, insieme a Pietro Ferlito, coordinatore Helpcode a Gorongosa, per capire come dare continuità a questo percorso. Incontrarsi e confrontarsi è un importante cambiamento di prospettiva, in un contesto in cui l’isolamento fino ad oggi ha aggravato la paura e la vulnerabilità. Il cammino verso la pace continua.

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