Il 1° aprile in Mozambico è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale per un periodo di almeno 30 giorni. Le misure adottate prevedono, tra le altre cose, la chiusura delle scuole e la cancellazione delle attività che prevedono i raggruppamenti di persone. Questo significa, per noi, la necessità di ripensare al modo in cui svolgiamo il nostro lavoro: come si fa a garantire che i bambini vadano a scuola, se la scuola è chiusa, e se la didattica on-line non è, nemmeno lontanamente, un’opzione?

 

Le emergenze, purtroppo, sono di casa in Mozambico e dunque il nostro staff nel Paese non si perde d’animo. Quindi ecco un po’ di quello che ci ha tenuto impegnati nelle ultime settimane.

 

Innanzitutto, nei distretti di Marracuene e Moamba abbiamo redistribuito gli alimenti già acquistati per le mense scolastiche alle famiglie di 450 bambini in condizione di vulnerabilità (bambini orfani di uno o di entrambi i genitori). Il sostegno alimentare è fondamentale per queste famiglie, al fine di fare fronte sia all’aumento dei prezzi sia alla diminuita disponibilità di alcuni alimenti dovuta al rallentamento degli scambi commerciali con il Sudafrica.

 

 

In tutti i distretti in cui interveniamo abbiamo stampato e affisso locandine informative sul COVID-19 e su come proteggersi, mentre il nostro atelier di sartoria di Gorongosa è attivo nella produzione di mascherine di capulana, la tipica stoffa colorata usata dalle donne mozambicane, che vengono distribuite spiegando che uso farne, che tipo di protezione forniscono, e come lavarle e disinfettarle.
Il 15 aprile abbiamo donato di 300 mascherine alla Direzione distrettuale per la salute, le donne e i servizi sociali che sono stati poi distribuiti al personale della Direzione e dei centri sanitari di Gorongosa.

 

Realizzate con tessuti tradizionali di capulana, cotone 100%, le mascherine sono state prodotte dai beneficiari delle formazioni professionali di taglio e cucito del progetto Cultura e pace mano nella mano per lo sviluppo di Gorongosa, finanziato dalla Commissione Europea per promuovere la cultura di pace nelle comunità rurali di un territorio che, ancora oggi, è teatro di conflitti socio-politici. Queste formazioni professionali hanno avuto una durata di 122 ore e hanno formato 30 corsisti, tra i quali c’erano anche persone senza competenze pregresse. Alla conclusione del corso, oltre alla certificazione di partecipazione, i corsisti hanno ricevuto una macchina da cucire e un kit di sartoria per iniziare a produrre in proprio e utilizzare i contenuti appresi come fonte di reddito personale e per le proprie famiglie.

 

Le mascherine sono composte da due lati utilizzabili e tra i due lati c’è intra-tela. Sono resistenti e devono essere lavate con acqua e sale o acqua e sapone e asciugate al sole e/o stirate per eliminare batteri o altre impurità.

 

Con l’occasione della consegna delle 300 mascherine, abbiamo formato un memorandum con la Radio Comunitaria di Gorongosa e la Direzione Distrettuale di Salute, per la diffusione di informazioni sulla prevenzione del COVID-19. Questa collaborazione è fondamentale per informare sulle misure preventive anche le comunità più remote vulnerabili del distretto, che grazie alla radio comunitaria, potranno ascoltare i messaggi informativi nella loro lingua.

 

 

 

Contemporaneamente, portiamo avanti anche le attività dei progetti: ad esempio, registrando brevi interventi radiofonici sulle tecniche agricole da adottare in questo periodo dell’anno, o coinvolgendo gli insegnanti delle scuole di Gorongosa nella scrittura collettiva (ma a distanza!) di un libro sul lavoro di educazione alla pace svolto a partire dal 2016.

 

Ad oggi, i casi identificati di COVID-19 in Mozambico sono ancora limitati: le previsioni parlano di una diffusione più lenta che in Italia, ma che rischia di essere tragica per il Paese, sia a causa della fragilità del suo sistema sanitario sia delle conseguenze sociali ed economiche delle misure di emergenza adottate – conseguenze che stiamo cercando di monitorare per essere in grado di rispondere ai bisogni dei bambini e delle famiglie con cui lavoriamo.

 

Condividi:

Last edit: