A prima vista, sembrerebbe tutto “normale”. Ma a camminare tra le casette in pietra e i loro giardini, si avverte solo un silenzio irreale. Questa via, come molte altre ad Acquasanta Terme, è un susseguirsi di case ormai vuote, perché dichiarate inagibili dopo il terremoto di un mese fa.

Acquasanta è il comune che la Protezione Civile ha indicato a Helpcode come destinatario degli aiuti ai bambini coinvolti dal sisma. Si trova a soli 16 chilometri dall’epicentro del sisma, nel versante per ora meno assistito dagli aiuti d’emergenza, quello marchigiano.

Siamo qui per vedere con i nostri occhi la situazione che la popolazione, e i bambini in particolare, stanno vivendo.

Incontriamo due maestre, Iride e Antonella, sotto il grande tendone allestito dal Ministero dell’Istruzione per accogliere molte altre tende più piccole, una per ogni classe. Questa oggi è la scuola di Acquasanta.

“Dobbiamo ricostruire il cuore dei nostri bambini, la loro serenità” ci dicono subito. “È stata la prima cosa che tutte noi abbiamo pensato subito dopo il terremoto, la certezza che ci ha spinto ad organizzare immediatamente attività e laboratori, 15 giorni prima dell’inizio ufficiale delle lezioni”.

 

 

Iride, Antonella e le altre 14 insegnanti delle scuole di Acquasanta  Terme e Arquata del Tronto, l’1 settembre erano già in strada col pulmino a incontrare gli alunni della scuola primaria e dell’infanzia. “Volevamo far sentire loro la nostra presenza, rassicurarli il più possibile, perché sapevamo quanta paura stavano provando”.

E la paura ancora non se ne va, le scosse continuano, una fortissima ancora la scorsa notte: in questo contesto, il poter contare sulla normalità della scuola fa la differenza, compensa in qualche modo questa sensazione di estrema fragilità che tutta la popolazione vive dallo scorso 24 agosto.

Ascoltando Iride e Antonella, si comprende tutto l’amore per il loro lavoro ed anche per il loro territorio. “Dobbiamo far pace con il territorio, vogliamo che la gente ne impari a conoscere le bellezze e che non ne abbia paura. Speriamo che i suoi abitanti siano aiutati a non abbandonarlo, e perché questo non succeda la scuola è un tassello indispensabile”.

La scuola: da qui partiremo come Helpcode per portare il nostro sostegno ai bambini di Acquasanta e vorremmo far nostro lo spirito che questa mattina abbiamo trovato nelle insegnanti con cui abbiamo parlato. “La solidarietà deve e può essere anche un momento  educativo” ci ha detto Elide ad un certo punto. E anche noi lo crediamo.

Domani, ad un mese esatto dalla prima terribile scossa, incontreremo il Sindaco per capire insieme come iniziare il nostro intervento.

 

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