Helpcode incontra il vice ministro Mario Giro per discutere di migranti e crisi libica

08 SETTEMBRE 2017 – Helpcode ha risposto all’appello dell’Agenzia alla Cooperazione allo Sviluppo e giovedì 7 settembre ha incontrato il vice ministro Mario Giro a Roma.

Helpcode è una delle poche ONG italiane presenti in Libia con un progetto di emergenza che partirà il 1 ottobre.

Alessandro Grassini, Segretario Generale di Helpcode ha detto:

“L’incontro con il vice ministro Mario Giro è stato molto utile per comprendere le strategie del governo italiano nella gestione dei migranti in Libia. È stato inoltre un importante momento di confronto per le organizzazioni della società civile che operano nel paese. 

Valutiamo positivamente la volontà del Ministero di coinvolgere le organizzazioni non governative per migliorare, per quanto possibile, le condizioni di vita dei migranti trattenuti nei campi libici. Riteniamo di grande importanza la presenza della società civile all’interno dei campi, per vigilare sulle condizioni delle persone e sul rispetto dei diritti umani.

Questo è stato un primo incontro al quale hanno partecipato parecchie organizzazioni direttamente o indirettamente coinvolte nella gestione della crisi libica. Ora siamo in attesa di comprendere quali siano in concreto le modalità del nostro potenziale coinvolgimento. La nostra presenza nel Paese ci permetterebbe di intervenire con rapidità laddove ci fossero le condizioni per consentire ai nostri operatori di lavorare in sicurezza.

Fino a oggi, non si sono verificate le condizioni di sicurezza per operare direttamente con membri del nostro staff. Siamo presenti in Libia grazie a un accordo strategico con una delle principali ONG libiche. Insieme a loro, dal 1 ottobre inizieremo un progetto di emergenza, finanziato dall’Agenzia Italiana alla Cooperazione e allo Sviluppo, con l’obiettivo di migliorare i servizi sanitari a favore dei gruppi vulnerabili nell’area nel sud est del paese.”

 

Il progetto di emergenza che inizierà il primo di ottobre, si concentra nella regione del Fezzan, nella provincia di Ubari per migliorare i servizi sanitari a favore di gruppi vulnerabili, siano essi residenti e migranti. La Regione del Fezzan è un’area che per lungo tempo è stata dimenticata dalle autorità centrali libiche ed ancora oggi è largamente marginalizzata all’interno del territorio nazionale.

Nella sola provincia di Ubari si contano circa 20.000 individui che hanno bisogno di assistenza umanitaria. I gruppi più vulnerabili sono rappresentati da 4.000 sfollati interni, nelle zone di  Al-Aweinat, Ghat, Murzu, Sabah e Tuyuri, oltre a 8.000 rientrati nei luoghi d’origine.

Per questo progetto, Helpcode collabora con Terre des Hommes e STACO, una delle ONG libiche più importanti per la costruzione di centri di salute, la distribuzione di medicinali e la ricostruzione delle scuole.

Tale intervento si inserisce nell’iniziativa in Libia promossa della Cooperazione Italiana, che nel mese di ottobre 2016 ha concluso un accordo con i rappresentanti dell’area aprendo quindi la possibilità di inviare aiuti di emergenza a strutture ospedaliere situate in tutte e cinque le provincie del Fezzan.

Questo progetto è uno dei due progetti finanziati dall’Agenzia Italiana alla Cooperazione e allo Sviluppo.

 

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Per informazioni e interviste contattare:
Andrea Ghianda, Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa andrea.ghianda@helpcode.org – +39 349 35 11 290

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  • Helpcode è un’organizzazione non governativa italiana che lavora, in Italia e nel mondo, per garantire il diritto di essere bambini.

La missione di Helpcode  è quella di migliorare le condizioni di vita dei bambini all’interno della comunità in cui vivono, attraverso iniziative concrete di sostegno alla loro educazione, al loro benessere, al loro sviluppo http://www.helpcode.org

 

Dati utili sulla Libia:

 

  • Recenti stime del Ministero della Salute ci raccontano che solo il 60% degli ospedali libici sono parzialmente o completamente in funzione, gran parte del personale medico è fuggito dal paese, e i pochi medici rimasti non hanno strumenti o risorse per poter lavorare in sicurezza.
  • Una recente analisi sulla capacità del settore sanitario libico promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia che su un totale di 1656 strutture sanitarie, il 17% degli ospedali e il 20.1% dei centri di primo soccorso non sono funzionanti.

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