Lavagne piene di foglietti colorati. Su ciascun foglietto la definizione, in lingua khmer, che ciascuno studente ha ritenuto più valida per i concetti di “vulnerabilità” e “discriminazione”: sono vulnerabili i bambini che “vivono lontani dalla scuola”, che “hanno famigliari violenti”, che “sono orfani o molto poveri”, o ancora “colpiti da problemi di salute”. Il 24 marzo lo staff di Helpcode in Cambogia ha svolto una sessione di formazione e rafforzamento dei comitati degli studenti nelle scuole di Oh Cham Na (centro KSO) e Andoumg Thmor (centro KSR), dedicata al tema del supporto ai bambini più vulnerabili e discriminati.

Alla giornata, organizzata in modo da stimolare il più possibile la partecipazione e il coinvolgimento di insegnanti e studenti, hanno partecipato in totale 71 persone: 39 alunni, 29 maestri e tre rappresentanti delle autorità locali dell’educazione (ufficio distrettuale e ufficio provinciale).

I concetti sono stati discussi insieme ai ragazzi, in una modalità aperta in cui tutti sono stati invitati a condividere con il resto del gruppo la propria idea di vulnerabilità e discriminazione. Le definizioni emerse spontaneamente sono state poi confrontate con quelle “ufficiali” utilizzate da Unicef, facendo emergere un buon livello di consapevolezza degli studenti rispetto a quelle situazioni che causano particolare disagio e rischio per alcuni di loro.

I ragazzi hanno poi fatto un vero e proprio brainstorming” su due temi: come identificare i bambini vulnerabili all’interno della loro scuola, sulla base di quali segnali di disagio, e come aiutarli concretamente. Nell’aria si poteva percepire chiaramente il forte interesse suscitato dalla discussione, cui ognuno ha partecipato portando la propria esperienza diretta.

Al termine dell’incontro, il nostro staff ha invitato tutti a segnalare qualsiasi caso di vulnerabilità e discriminazione, anche quando le cause di queste situazioni appaiano fuori dal campo di azione di Helpcode: “Se non potremo intervenire direttamente, saremo comunque pronti a fare da ponte con altre realtà capaci di aiutarvi concretamente” ha spiegato uno dei responsabili della giornata.

Nessuno sforzo è inutile quando si tratta di raggiungere un bambino in difficoltà.

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