“Le foto e i video che questo mese condivido con voi arrivano dal villaggio di Yakrang, Chandibhanjang, nel Distretto di Chitwan: tutti riguardano la messa in opera delle stufe a basso consumo energetico che stiamo distribuendo nell’ambito del progetto Nepal – Livelihood per la riattivazione produttiva delle aree colpite dal terribile terremoto di due anni fa”. A parlare è Istvan Toth, il Rappresentante di CCS in Nepal.

Una quarantina di famiglie hanno già iniziato a beneficiare di queste nuove e semplici stufe, che consentiranno di cucinare e scaldare gli ambienti di casa riducendo notevolmente le emissioni nocive per l’ambiente e la salute delle persone.

In Nepal circa l’80% della popolazione cucina bruciando legna, paglia e letame direttamente in casa, con gravi ripercussioni a causa dell’emissione di anidride carbonica e polveri. Il fenomeno pesa anche sul tessuto socioeconomico del Paese, perché sono soprattutto le donne e le bambine ad occuparsi della raccolta della legna e di altri materiali combustibili, sottraendo tempo prezioso ad altre attività produttive, nel caso delle donne adulte, e alla scuola, nel caso delle bimbe.

Anche il governo ha preso coscienza del fenomeno e dallo scorso anno si è dato l’obiettivo di un Paese “senza fumi”, iniziando ad incoraggiare la diffusione di stufe migliorate su tutto il territorio nazionale.

Il progetto di CCS, in collaborazione con il partner locale Helpcode Nepal e finanziato da un’iniziativa di Confindustria e Sindacati Confederali, prevede tra i suoi obiettivi di arrivare a distribuire un centinaio di stufe ad alta efficienza energetica.

“In questo modo – sottolinea Istvan Toth da Kathmandu contribuiamo in modo concreto al miglioramento delle condizioni di vita di tanti bambini e delle loro famiglie, che ancora faticano a superare le conseguenze del terremoto del 2015”.

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