Quest’anno Helpcode festeggia i suoi primi 30 anni. Una lunga storia fatta di cambiamento e impegno a favore dei più vulnerabili, migliaia di bambine e bambini in Italia e nel mondo. Una storia che inizia in Mozambico, dove nel 1988 è iniziato il nostro primo progetto. Un anniversario importante per riflettere su quanto è stato fatto, sull’impatto dei nostri interventi e sulle direzioni future, alla luce dei molti cambiamenti in corso nel Paese.

Il Mozambico ha visto un sostanziale miglioramento in termini di sviluppo ma i problemi non sono certo terminati e influenzano gravemente la vita dei cittadini mozambicani: insicurezza alimentare, crisi economica e povertà, conseguenze del cambiamento climatico e incertezza politica. Basta citare che solo qualche settimana fa, a Hulene, nella periferia di Maputo, 17 persone che vivevano e lavoravano nella più grande discarica del Paese sono morte, intrappolate nelle baracche costruite sulla montagna di rifiuti, trascinate via dalla pioggia caduta in gran quantità in questo periodo. Una notizia che può sorprendere ma non per un Paese con un’economia in difficoltà e prevalentemente informale come quella mozambicana, dove la spazzatura è una fonte di reddito per migliaia di famiglie, che raccolgono, riciclano, trasformano e rivendono i rifiuti.

Come spesso accade, le bambine e i bambini sono quelli che subiscono maggiormente le conseguenze di questa situazione: nascono e crescono in condizioni di deprivazione: di diritti, di cibo, di risorse, di possibilità di immaginare e scegliere il loro futuro. Il mese scorso, a Bobole, in una conversazione con alcuni bambini sul cibo consumato a scuola e a casa, ho chiesto a una ragazzina di 12 anni se le piaceva il gelato: mi ha risposto che sì, le piaceva moltissimo, ma che non lo aveva mai mangiato. Se chiedo ai bambini cosa sognano di diventare da grandi, nessuno risponderà: cantante! attore! ballerina! architetto! pilota! astronauta! In un contesto di deprivazione, anche i sogni sono limitati.

In questi 30 anni abbiamo costruito scuole, bagni, pozzi e centri di salute. Abbiamo sostenuto decine di migliaia di bambini e le loro famiglie fornendo materiale scolastico, organizzato mense scolastiche distribuendo quello che spesso è l’unico pasto della giornata per i bambini. Abbiamo raccolto richieste, parlato con le persone (genitori, insegnanti, bambini, rappresentanti delle istituzioni locali), per progettare e realizzare insieme interventi che rispondessero ai bisogni reali della popolazione, cercando allo stesso tempo di scardinare le discriminazioni – ad esempio quelle nei confronti delle donne e delle bambine – e di promuovere e garantire i diritti umani.

 

 

I prossimi mesi saranno un’occasione per condividere storie, interviste, fotografie, numeri su quanto realizzato: ma nel frattempo, stiamo continuando a lavorare per contribuire a migliorare le condizioni delle famiglie che vivono nei distretti e nelle comunità in cui lavoriamo. In quest’ultimo anno sono stati approvati numerosi progetti di cooperazione, segno che siamo sulla strada giusta e che il nostro approccio (basato sullo sviluppo locale e sulla promozione di attività tra loro integrate di sviluppo agricolo, salvaguardia dell’ambiente e uso sostenibile delle risorse, rafforzamento delle filiere locali, sostegno a scuole e istituzioni, sicurezza alimentare, promozione dei diritti, educazione alla pace, sviluppo infrastrutturale) è riconosciuto e premiato dai donatori.

 

 

Rispetto agli inizi il nostro staff locale è cresciuto parecchio e ora lavorano con noi anche giovani agronomi, esperti di gestione delle risorse idriche e educatori specializzati. Fin dal 1988 prestiamo molta attenzione al monitoraggio dell’impatto delle attività realizzate, perché sia sempre chiaro il cambiamento che queste promuovono. Documentiamo il nostro lavoro, lo discutiamo con i donatori e i partner, riflettiamo sulle buone pratiche e su quello che si deve migliorare, lo raccontiamo attraverso il blog, la rivista e i canali social di Helpcode, con piena trasparenza e grande passione per il nostro lavoro. Sarà dunque un anno di “racconti mozambicani”, seguiteci!

Scopri cosa facciamo in Mozambico!

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