Mi chiamo Purnima e sono una ragazza nepalese. Ho sempre amato il mio paese, la sua bellezza, i suoi paesaggi mozzafiato e la moltitudine di culture ed etnie che convivono in questo complesso territorio. Sono nata nella regione del Terai e posso considerarmi una ragazza privilegiata perché grazie alla mia famiglia ho ricevuto un’istruzione di qualità e ho potuto viaggiare. Dopo il master presso l’università di Pavia ho incontrato Helpcode e insieme a loro ho deciso di tornare nel mio paese*.

Al mio ritorno in Nepal ho realizzato immediatamente che questa natura unica e selvaggia rappresenta uno dei maggiori ostacoli all’istruzione per molti bambini nepalesi. Nella mia infanzia non ho dovuto camminare per chilometri per raggiungere la mia scuola o per vedere un medico, ma solo ora comprendo che questa è la realtà per moltissime bambine e bambini che vivono nelle aree più remote del paese.

 

 

Insieme a Helpcode ho lavorato nei distretti di Makwanpur e Chitwan e la realtà di quei luoghi mi ha colpito molto. Ancora oggi mi fermo a guardare, quasi incredula, le donne dei villaggi mentre si arrampicano su ripidi e stretti sentieri di montagna tornando dal mercato con la spesa caricata sulla testa. Sentieri e percorsi che dopo la stagione dei monsoni – quella dello scorso anno è stata una delle più intense – vengono spesso cancellati dalle forti piogge.

 

 

La mia mente e il mio diario sono ricchi di ricordi di questa esperienza nei progetti Helpcode. Tra questi, ricordo un giorno in particolare mentre insieme a Shila, una collega che lavora da anni in quest’area, stavamo percorrendo un ripido sentiero per raggiungere una scuola. A metà del percorso Shila si fermò per indicarmi un villaggio dall’altra parte della montagna, sul versante opposto. L’insediamento si vedeva appena e Shila mi spiegò che la maggior parte dei bambini che frequentano la scuola nella quale eravamo diretti, vivono in quel villaggio. Per arrivare alla scuola sono costretti ad attraversare fiumi e foreste, un percorso molto lungo da percorrere ogni mattina, spesso a stomaco vuoto. I loro genitori partono da casa molto presto per lavorare come manovali nei cantieri. I bambini si svegliano soli in casa e devono scegliere se restare a casa a digiuno o camminare a stomaco vuoto per ore per raggiungere la scuola. Spesso scelgono la scuola perché lì possono contare su un pasto o una merenda.

 

 

Proseguendo lungo la strada incontrammo una bimba di cinque anni con due fratellini di 3 e 4 anni. Ci raccontò che il mese precedente rischiò di perdere uno dei fratelli mentre con loro attraversava un fiume, ma fortunatamente la corrente lo spinse al villaggio vicino dove fu soccorso. In quel momento ho realizzato che se fossi stata io una ragazzina costretta a camminare ore a stomaco vuoto ogni mattina, magari con la responsabilità di un fratellino o di una sorellina, molto probabilmente non avrei finito la scuola.

Sono nata e cresciuta in Nepal ma non ero a conoscenza delle difficoltà che affliggono molte bambine e bambini nel mio paese. Sono grata ad Helpcode per questa esperienza e oggi, sono ancora più convinta che l’istruzione sia fondamentale per questi bambini.

L’istruzione è uno strumento di sviluppo, individuale, della comunità e di un intero paese. L’istruzione è la base per il futuro e permette a questi bambini di fare scelte consapevoli e inseguire i propri sogni.

In Nepal c’è ancora molto da fare per colmare le carenze educative delle popolazioni che abitano le zone più remote del paese. Sono certa che questo gap possa essere colmato grazie ad una mirata azione del governo, in stretto coordinamento con organismi di cooperazione internazionale e con la tenacia di persone come me che fino a ieri ignoravo queste problematiche ma ora voglio dare il contributo per cambiare le cose, in meglio.

*Purnima sta facendo un tirocinio previsto dall’Accordo con il Master in Cooperation and Development della School of Advanced Study IUSS di PAVIA

 

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