La situazione del sistema sanitario libico è a dir poco allarmante. Migliaia di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria, i farmaci scarseggiano e manca un sistema efficace di raccolta dati.

Solo il 60% degli ospedali sono parzialmente o completamente in funzione. Una recente analisi sulla capacità del settore sanitario libico, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, mostra che su un totale di 1656 strutture sanitarie, il 17% degli ospedali e il 20.1% dei centri di primo soccorso non sono funzionanti. Inoltre, gran parte del personale medico ha lasciato il Paese e i pochi medici rimasti non hanno strumenti o risorse per poter lavorare in sicurezza.

Questi sono solo alcuni dei dati che ci hanno spinto ad intervenire per cercare di migliorare, laddove possibile, questa situazione di emergenza. Infatti, siamo presenti in Libia per fare attività di formazione del personale sanitario e migliorare la capacità di cura di 4 centri salute nella provincia di Ubari nella regione del Fezzan, una tra le più remote e marginalizzate del Paese. Stiamo inoltre lavorando per ottimizzare la capacità gestionale e di raccolta dati.

Dopo la consegna dei farmaci avvenuta agli inizi di febbraio, con grande soddisfazione, qualche giorno fa è iniziato il primo ciclo di corsi di formazione per il personale medico e infermieristico.

 

 

Solo pochi mesi fa sembrava un azzardo pensare di intervenire in un contesto delicato come quello libico, caratterizzato da una forte instabilità politica che di fatto complica le operazioni e non permette i livelli minimi di sicurezza per il nostro staff. Tuttavia, il nostro impegno e la convinzione che gli interventi umanitari vadano oltre le difficoltà politiche e diplomatiche ci ha spinto a continuare nel nostro lavoro. Quando si tratta di vite umane in pericolo ciò che conta è intervenire tempestivamente, nel modo giusto e al momento giusto. Grazie alla determinazione dei nostri operatori umanitari e al supporto dei nostri partner è stato possibile realizzare questo importante risultato.

Questo primo ciclo di corsi prevede una formazione sulle basi della rianimazione cardiopolmonare, nozioni avanzate di rianimazione nell’adulto e nel bambino e sul trattamento d’urgenza alle vittime di traumi derivanti da incidenti. Al primo corso hanno partecipato 5 medici dei 4 centri di salute di Ubari (tra cui 2 direttori degli stessi centri) e 19 tra infermieri ed ostetriche. Al termine di questo ciclo è previsto per il prossimo mese un secondo ciclo di formazione sul trattamento delle emergenze ostetriche e neonatali.

 

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Image credit: Flickr/Creative Commons/Dil Chora Hospital >> https://www.flickr.com/photos/usarmyafrica/5117158873/

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