L’Agenda 2030 rappresenta probabilmente la nostra ultima chance.

Oggi parliamo di sviluppo sostenibile con Rossella Sobrero.

Per chi non la conoscesse, cosa assai difficile, Rossella Sobrero, si occupa di comunicazione sociale e di CSR da oltre 20 anni. Consulente e docente accademica (Comunicazione pubblica e sociale all’Università degli Studi di Milano, Marketing non convenzionale all’Università Cattolica di Milano, CSR in alcuni corsi specialistici) è anche appassionata di scrittura di articoli e libri sugli argomenti e temi prima citati. Nel 2005 ha fatto nascere, curandolo nella progettazione e nell’organizzazione Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale (nel format iniziale Dal Dire al Fare) che quest’anno compie 14 anni. E nel 2015 ha creato CSRnatives, un network di studenti universitari appassionati di sostenibilità.

Tra i libri che ha pubblicato, ricordiamo: Comunicazione e sostenibilità. 20 tesi per il futuro (EGEA, Milano, 2016); Luce sul sociale! Parole, misure, strumenti per la comunicazione sociale (Astragalo, Novara, 2015); La comunicazione sociale (Carocci, Roma, 2014, con F.R. Puggelli); Pubblicità Progresso. La comunicazione sociale in Italia. (ERI RAI, Roma, 2011, con R. Bernocchi); Oltre la CSR (De Agostini Isedi, Roma, 2009, con L. Ferrari e S. Renna).

Oltre a tutto questo, è anche membro del CdA della Fondazione Pubblicità Progresso, del Consiglio Direttivo del CSR Manager Network, del Consiglio Nazionale Ferpi.

r.sobrero@koinetica.it
Twitter: @RossellaSobrero
Facebook: rossella.sobrero
LinkedIn: Rossella Sobrero

 

L’Agenda 2030 per te rappresenta un passo fondamentale verso lo sviluppo sostenibile, perché?

Certamente è importante avere un programma condiviso a livello internazionale… I problemi sono globali e quindi è necessario che tutti si muovano con gli stessi obiettivi e possibilmente con azioni coordinate. Per il momento possiamo dire che sta crescendo l’attenzione dei diversi attori e che le imprese stanno prendendo sul serio l’Agenda 2030. Credo sia importante il fatto che molte aziende hanno già scelto di agganciare la propria strategia a uno o più dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile per muoversi in sintonia con questo programma d’azione.

 

Da un’indagine di Unipolis risulta che c’è poca conoscenza in generale sull’Agenda 2030 e sui suoi obiettivi, poco meno del 5% ne è pienamente informato, mentre il 32% non ne sa nulla. Anche moltissime piccole aziende sono ancora molto distanti da questi temi. Come possiamo coinvolgerle e ingaggiarle secondo te? O renderle semplicemente più informate?

Se vogliamo aumentare la conoscenza dell’Agenda 2030 è necessario proseguire il percorso avviato. Purtroppo non tutti oggi hanno la consapevolezza che questo programma d’azione è fondamentale per il futuro del pianeta. Bisogna cambiare con urgenza stili di vita e di consumo ma soprattutto ripensare il modello di sviluppo: l’Agenda 2030 propone una visione integrata dello sviluppo sostenibile basata su quattro pilastri: Economia, Società, Ambiente, Istituzioni. Sono tre i principi su cui si basa: Integrazione, Universalità, Partecipazione.

 

Dal tuo punto di vista quali azioni concrete possono mettere in campo le aziende per contribuire al raggiungimento degli SDGs?

La prima azione è culturale: far crescere la consapevolezza ma anche far capire che è necessario adottare un approccio collaborativo. Nessuno dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 potrà essere raggiunto senza la collaborazione di tutti. Sarà importante in particolare stimolare il cambiamento nella pubblica amministrazione. Il legame tra trasformazione digitale e sviluppo equo e sostenibile che sia rispettoso delle persone e non lasci indietro nessuno, non è ancora partito nella maggior parte delle pubbliche amministrazioni.

 

Tu hai messo in campo davvero tantissime attività per promuovere la CSR e la sostenibilità, quale è stata la più efficace e che ti dà maggiori soddisfazioni? Tra le ultime la rete dei CSRnatives e la Mappa della Sostenibilità: Ce ne vuoi parlare?

CSRnatives è una rete di studenti universitari e neolaureati “appassionati di sostenibilità”. Il network conta oggi 200 membri, giovani che studiano o vivono in diverse città d’Italia. L’obiettivo della rete è duplice: far crescere la cultura della sostenibilità e mettere in relazione i giovani con il mondo delle imprese impegnate in percorsi di CSR. In tre anni di attività sono state realizzate numerose iniziative: una serie di eBook, incontri tra studenti e imprese, partecipazione ad eventi, contest, incontri pubblici etc. La comunicazione viene realizzata attraverso il sito www.csrnatives.net, un blog, gli account Twitter, Facebook e Instagram.

La Mappa della sostenibilità è un progetto dei CSRnatives che nasce per cercare di rispondere ad alcune domande: quali sono in Italia le imprese impegnate in percorsi di sostenibilità? Dove sono e come operano le organizzazioni che nei diversi territori sanno conciliare profitto e impegno sociale e ambientale?

La Mappa della sostenibilità vuole essere la prima “fotografia” delle imprese responsabili nel nostro Paese fornendo un quadro d’insieme, anche se parziale, delle aziende che hanno fatto della CSR un driver strategico. www.mappadellasostenibilita.it

Per scegliere le imprese da inserire nella Mappa della sostenibilità sono stati identificati alcuni strumenti che segnalano l’impegno dell’impresa in ambito sociale e ambientale. Vengono inserite nella mappa le imprese che dispongono di almeno 6 strumenti, 2 per ogni area (etica del business e governance, ambiente, sociale). Inoltre nei prossimi mesi verranno inoltre organizzate dai CSRnatives una serie di interviste a CSR Manager per approfondire alcuni aspetti strategici.

Entro il 30 settembre 2018 la Mappa della sostenibilità sarà online e verrà implementata nel tempo.

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