Martedì 20 marzo è avvenuta la distribuzione di beni di prima necessità (materassi, impermeabilizzazioni, asciugamani, teli, saponi) da parte di Helpcode, insieme al partner locale, l’ONG Staco, ai circa 900 migranti detenuti nel campo Trik Al Sik, al centro di Tripoli.

La consegna è avvenuta alla presenza dell’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, che ha visitato il campo.

 

 

“Dopo non poche difficoltà siamo riusciti ad effettuare la consegna di beni di prima necessità ai migranti detenuti nel centro più grande della capitale, Tripoli”, racconta Valeria Fabbroni, responsabile Libia e Tunisia per Helpcode. La nostra priorità è quella di agire con interventi di prima emergenza nei centri di detenzione, finalizzati a dare accesso a strutture igienico-sanitarie adeguate e kit per la prevenzione delle malattie. In condizioni igieniche precarie e dovendo usare gli stessi materassi e gli stessi vestiti, capita con frequenza che si verifichino malattie e si alza il rischio di epidemie.

Dati dell’Unione Europea parlano di oltre 200 mila sfollati interni e un totale di oltre un milione di persone in difficoltà. Gran parte della popolazione libica sta subendo le conseguenze di questa situazione e si registrano pesanti limitazioni per l’accesso a cibo, acqua potabile, energia, materiale sanitario e servizi pubblici primari.

“E’ necessario comprendere a fondo cultura, contesto storico, geopolitico ed economico e pianificare interventi strutturati per lavorare insieme a paesi complessi come la Libia per evitare che realtà come i centri di detenzione diventino nell’immaginario comune parte della normalità”, aggiunge Valeria.

 

 

Sono passati quasi sette anni dall’inizio della rivoluzione Libica e il Paese si ritrova nel caos. La caduta del regime ha condotto la Libia verso una profonda instabilità politica e il Paese è diventato un importante luogo di transito per migliaia di migranti diretti verso le coste europee, in particolare quelle italiane. Ma la crisi migratoria non è l’unico problema che si trova ad affrontare il paese.

Infatti, oltre al nostro intervento nei campi, nel Sud del paese, nella regione del Fezzan, operiamo nei centri di salute distribuendo medicinali e attrezzature mediche in 4 centri (per un bacino di utenza di 50.000 persone), sostenendo la formazione di medici, paramedici e personale amministrativo.”

Cosa facciamo in Libia

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